«Joey doesn’t share food» – Friends

Avete mai assaggiato il riso in bianco condito con qualche goccia di limone, un cucchiaino di formaggio di grana e una spruzzatina di curcuma? No? Vi posso assicurare che si tratta di una pietanza delicata e molto, molto fresca. Ecco, io me la stavo gustando con piacere e gioia del mio palato quando ho avvertito l’aria spostarsi velocemente, come se fosse stato Ibra che correva sulla fascia e ti faceva goal, vi giuro che certe volte mi viene voglia di chiedere la prova Var solo per accertarmi che non abbia dormito qui.

Mi sono accorta della nuova presenza in casa solo quando ho visto una figura vestita di nero spuntare dalla parte opposta del tavolo, un fulmine a ciel sereno addobbato con una mascherina color rosa fucsia. L’ho riconosciuta dai folti capelli ricci, perché anche gli occhiali scuri che indossava mi avevano fatto venire il dubbio che si trattasse di John Lennon.

Si è seduta di fronte a me, all’altro capo della tavola, ha agganciato la borsa alla spalliera, incrociato le lunghe gambe abbronzate appoggiando sulle ginocchia le mani affusolate con le unghie dipinte di rosso, unica nota di colore in contrasto a un viso leggermente truccato, ma lei è bella di suo e non ha bisogno di artifizi e non lo dico perché sono la zia, vabbè qui stiamo tergiversando, e ha iniziato a parlare. A parlare. A parlare. A parlare. Su questo nessun essere umano è in grado di batterla, guai a interromperla, si rischia che ricominci da capo.

Che poi è un piacere ascoltarla perché ti racconta le cose come un’attrice fatta e finita, il punto è riuscire a capire il senso del discorso. A volte, dei discorsi. Metterli in ordine d’importanza e capire a quale prestare attenzione per primo, ma in questo frangente la faccenda era seria, non dava spazio a fraintendimenti.

«Mi ruba il mangiare.»

Nonostante il tono melodrammatico, o forse grazie a quello, sarei anche scoppiata a ridere se non avessi avuto paura di offenderla. Perché a lei puoi chiedere tutto, è sempre stata generosa e altruista, ma e sottolineo ma, non azzardarti a chiederle soldi o un assaggino di quello che sta mangiando.

«Chi?» domando timidamente, nello sproloquio non avevo afferrato il nome del colpevole.

«Il Cello!» ha urlato indignata scrollando la criniera.

E niente, il riso ormai l’avevo finito e quindi mi sono potuta permettere di sorridere. Marcello è il suo fidanzato da tot anni, credo cinque, e lei di anni ne ha ventidue. Anche se dice ventitré pur compiendoli a dicembre, i giovani hanno sempre questa fretta di crescere e me la ricordo anch’io molto bene.

E così, una volta capito le basi dell’incazzatura sono riuscita a comprendere anche tutto il resto del discorso.

Sono stati in vacanza tre giorni in Toscana, a Forte dei Marmi. «Eravamo gli unici che giravamo con la mascherina e tutti ci guardavano male. Alcuni ci chiedevano da dove venissimo. Mi veniva la tentazione di dire Liguria, ma poi dichiaravo da Pavia. E allora ecco lo sbalordimento e l’inizio a raffica delle domande, e sì perché noi siamo quelli che abbiamo avuto il covid e avevamo passato il periodo di lockdown… loro no invece!» sbuffa indignata e con ragione.

«Siamo andati al mercato, tutti avevano la mascherina perché c’erano i vigili, e poi in giro di sera nessuno usava nulla per proteggersi.» La convinzione che tuttora il covid sia una realtà che riguarda solo il Nord sinceramente mi fa rabbrividire. Da quello che racconta, non sono stati visti come degli “appestati”, ma come persone da intervistare (Lei mimava come se avesse il microfono in mano mentre rispondeva alle domande della barista che le chiedeva quanto distava Pavia da Bergamo e tra una risposta e l’altra salutava la mamma).

Dopo questa parentesi triste, siamo arrivati alla parte complicata. Il suo fidanzato, un bravo ragazzo, è di costituzione molto, molto magra. Si è così iscritto in una palestra in cui gli hanno consigliato di seguire una dieta proteica. Lei, invece, mangia proprio con piacere, non ha bisogno di incoraggiamenti, la vedi che assaggia ogni cosa come se fosse preziosa.

Il dramma vero, dunque, avveniva al ristorante.

«Prendi il dolce?» chiedeva lei guardando il menù.

«No, assaggio un po’ del tuo», rispondeva serafico lui senza accorgersi del fumo che fuoriusciva dalle orecchie della dolce metà.

«Chi  glielo ha detto??!» continua a raccontare. «Io condivido tutto tranne il mangiare. Sai, zia, credo sia necessario stipulare un patto: “Condivido quello che non mi piace”.»

Che poi non ha tutti i torti, però il modo con cui riporta i fatti ti fa quasi patteggiare per la fame insaziabile di Marcello.

Ora, io non ho mai avuto problemi a spartire un pezzo di pizza, ma se mi toccate sul dolce, non so quanto potrei essere contenta di offrirne un assaggio.

La vacanza naturalmente è finita e Marcello, che nonostante palestra e dieta continua a essere magrissimo, proseguirà la sua battaglia per saziare lo stomaco e colmare le voglie.

Perdendola, ovviamente.

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