22 anni

24 maggio 1997

Un tubino nero. Squarciato
I piercing tolti uno a uno. Trafugati
Scarpe borsa cellulare gambe nel campo. Danneggiati
Questione di priorità.

Impertinenti

Quando mai vi ho detto che ne volevo fare a meno?

Mani che mi profanano, occhi che mi scrutano, rumori che mi infastidiscono.

Sempre di più, mai di meno

In un attimo finalmente tutto si fa silenzio e serenamente mi lascio cullare da Morfeo e dalle sue ali nere come la notte in cui si deve nascondere.
Percepisco una carezza e altro non desidero se non di abbandonarmi in questo mondo a parte.

Mi risveglio in una stanza che non riconosco con una Maida che mi è estranea e neanche mi piace, ma intuisco che dovrò darle il beneficio del dubbio e già questo mi sembra abbastanza.
Non ho timore di quello che succederà, infondo chi può mai sapere con assoluta certezza quello che potrà accadere?

24 maggio 2019

La vita ha fatto il suo corso, prendendo, senza chiedermelo, strade per lo più in salita, con poche e rare soste, distrazioni momentanee.

Ho imparato qualcosa?

Poco, forse, ma so che, nonostante i cambiamenti, le perplessità, le continue prove, il desiderio inarrestabile di un solo attimo di pace, le persone che vanno e vengono, l’incostanza, il dito puntato, non ho perso ancora la curiosità di vedere come andrà a finire. Follia, direte voi.

So che quello che profondamente mi irrita è quando mi dicono “tanto tu sei forte” con la supponenza di chi pensa che sia stato facile, o che lo sia tuttora, solo perché sorrido. Il dolore arriva in un attimo ma se ne va un grammo alla volta.

Miscredenti

Se realmente volete capirmi in quei momenti in cui io stessa non riesco a comprendermi dovete avere il coraggio di immergervi negli abissi, affrontare i demoni dell’inferno, rischiare di annegare per poi ritrovarti a galleggiare ed, infine, ritornare a respirare.

Perché può esserci vita anche quando il sentore è di morte.
Può esserci il coraggio anche quando non hai la forza di alzare un dito.
Può esserci la speranza anche quando tutto intorno ti appare più nero della pece.

Sempre di più, mai di meno

 

 

73 pensieri riguardo “22 anni

  1. … è che la razionalità o i sentimenti possono pensare, possono speculare, possono amare, possono progettare… possono uccidere, ma non possono ordinare alle cellule di morire: non si può ordinare alle proprie cellule di morire. Al massimo sono loro a spegnere l’interruttore, perchè giunte a scadenza. Sì, giunti a scadenza proprio come i prodotti sul bancone di supermercato.
    Pagina di diario d’alta tensione emotiva e molto apprezzata.

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  2. Girano le carte Cuore…
    girano…
    tra i sigilli rotti della vita…
    girano
    tra gli attimi e i simboli…
    girano e ritraggono
    le interiori lotte,
    punti forti e debolezze
    mentre ruotano le carte…
    auree nere
    tra cadute e precipizi
    arditi voli e debolezze…
    nella missione della vita,
    tra lame e cicatrici,
    calore, luci e cure,
    indomita s’accresce
    la memoria dell’anima…
    Ciao Cuore, V.

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  3. mi ritrovo in tante parti… soprattutto dove dici che gli altri pensano che tu sia forte… a me è capitato che con questa convinzione poi si sentano autorizzarti a svuotarti addosso il mondo…
    un abbraccio grande e forte ❤

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  4. Non vi può essere alcun commento sulla vita e le esperienze personali di ogni individuo, specie se hai avuto modo di conoscere il significato di ogni singolo istante descritto.
    L’unica frase che mi ha colpito e che usavo nella mia vita passata per andare avanti era proprio “voglio vedere come va a finire”.
    La forza non si misura con la capacità fisica ed interiore a sopportare ogni situazione difficile che si presenta, ma nel modo con cui la si mitiga attraverso quella calma apparente che si mostra, nonostante tutto e nonostante tutti. Concetti che per alcuni umani, come hai potuto vedere nella tua vita e in quella di molti di noi, non è ancora ben radicato.
    Ogni anno puoi dare un nuovo significato a queste “ricorrenze”. Che siano migliori di quelle precedenti.

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  5. “Tanto tu sei forte” un’arma a doppio taglio perché ti riconosce un valore (che hai dovuto crearti con sofferenza e fatica) ma scarica gli altri da ogni responsabilità nei tuoi confronti. “Tanto tu sei forte”… io ti mando un abbraccio di protezione e affetto perché anche chi è reputato forte ha i suoi momenti di debolezza e sente il bisogno di lasciarsi andare sperando che per una volta i forti siano gli altri.

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  6. Sono venuta a farti visita , è tanto che non ti si vede e sento la mancanza dei tuoi commenti sempre precisi e sensibili. Spero che in questa tua assenza tu sia stata e sia felice( per come noi umani possiamo esserlo) . Ti abbraccio E.

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