Hakuna Matata

Guardo in su e sorrido. Con la sdraio sotto il braccio mi dirigo verso il mio angolo segreto  in giardino, quello che ho imparato a conoscere con il tempo, riparato dal vento e dagli sguardi curiosi dei vicini. Finalmente una bella giornata dopo tanta pioggia, finalmente un po’ di maggio dopo troppo novembre. Stendo con cura l’asciugamo e indosso un cappello per poter proteggere la testa dai raggi del sole, mi sdraio metto le amiche cuffie accendo l’iPod e in pochi attimi sono fuori dal mondo e completamente dentro me stessa – volevo solo scomparire in un abbraccio 

Questo è il potere della musica, è la tua voce quando le parole ti vengono a mancare, è la tua quiete quando fuori imperversa la tempesta.

Ad occhi chiusi e completamente isolata sogno una vita senza pensieri fatta di farfalle nello stomaco, sorrisi sinceri e una sana follia. Te lo immagini quanto bello potrebbe essere? – mi sento bene magari non è niente di speciale ma mi sento bene
Trovare un rifugio lontano da ogni intemperia dove poter gettare l’ancora e rilassarsi, lasciando scivolare via le negatività, dimenticando i problemi del passato e concentrandosi con ottimismo sul presente – capisci i sentimenti quando te li fanno a pezzi E’ bello rimettere insieme i pezzi Vedere che alla fine stanno in piedi anche da soli E’ bello stare insieme, saper stare da soli

Il sole mi riempie scaldandomi l’anima addormentata da tempo ed io continuo a sorridere scegliendo la libertà di fottermene di tutto.

Percepisco l’infondersi del sapore della vita, quella che non è lavoro perché devo, non è sorrido e allora sto bene, non è vorrei ma non posso, non è alzare il volume per non sentire, chiudere gli occhi per non vedere, cucire le labbra per paura di gridare.

Una delle cose che mi è sempre piaciuto fare è mettermi, spesso in silenzio, ad osservare le persone, leggere le loro storie, pensare a cosa ci può essere dietro ad un atteggiamento, ad un sorriso, ad una parola buttata lì. Le parole, i gesti, hanno un potere indescrivibile. A volte è questione di attimi, la decisione che mi fa dire resto o vado via. Impulsivamente, coraggiosamente, stupidamente, mettetela come vi pare – si, non voglio ferirmi, c’è già così tanto in questo mondo che mi fa sanguinare

È respirare lasciando andare tutto quello che come un fardello mi tira verso il basso, anelando la leggerezza del presente senza dover subire la zavorra del per sempre, la volontà di scremare ogni giorno dove e come stare, la credibilità in un mondo di maschere.

Non ho altro da darti

Non il nasino all’insù
La citazione sempre pronta
La forza onnipresente
Non posso cancellare le tue paure,  posso solo cercare di evitare di fartene venire altre.

Senza pensieri.

46 pensieri riguardo “Hakuna Matata

  1. C’è sempre bisogno di un piccolo rifugio, che sia un angolo di giardino o altro, in cui potersi lasciare andare incurante di tutto e tutti, serve a rigenerarsi, bellissimo post 🙂

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  2. Non sono sicuro che un mondo senza maschere sarebbe migliore, forse basterebbe imparare a indossare quella giusta. È con sé stessi che poi si fanno i conti.
    Comunque spero ti sia goduta il sole perché hanno messo di nuovo pioggia…

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  3. Respirerò la vita
    che mi vive,
    i momenti
    del suo viaggio,
    i suoni nuovi
    e le parole,
    la dolcezza del silenzio
    ignaro al peso…
    Lontano da me stessa
    e da ciò che mi ferisce
    corro incontro al poi,
    imparando ad esser sola
    per capirmi e respirare,
    per svanire in un abbraccio
    rinascendo al giorno nuovo.
    Ciao Cuore, V.

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  4. Vorrei ironizzare un po’ sui tuoi vicini. Adesso che hai descritto il tuo angolino perfetto, saranno lì col binocolo ad osservarti quando indosserai il “due pezzi”. Il cappello è a falda larga o con la semplice visiera davanti?
    Questi due elementi sono fondamentali per comprendere anche la tua intenzione o meno di lasciare fuori il mondo oppure di poterlo scrutare quando lo ritieni necessario.
    La musica aiuta, come sottofondo, ma anche le voci del vicinato, dei passanti e di tutta la fauna selvatica e selvaggia (quella umana), delinea quello che fondamentalmente chiamiamo realtà.

    Immagina invece tutto il mondo che si aprirebbe apprezzando anche gli odori e i profumi di quel bagno solare, specie dopo una fredda settimana, dopo la stagione delle piogge.

    Ad ogni modo, una bella descrizione della tua giornata tipo, vicini inclusi.

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  5. A volte basta un raggio di sole per capovolgerci l’umore, sono quegli attimi dove tutti i pezzi si incastrano perfettamente e non serve niente di più per essere felici. Peccato che i raggi di sole (non solo meteorologici) ultimamente si facciano desiderare.

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