L’amore a caso

Maggio è il mese più bello, quello della primavera inoltrata, dove il caldo ancora non è afoso e il freddo è già alle porte. Maggio è il mese delle rose, dei matrimoni, delle vacanze da programmare.
E lui era stato lasciato. Che disdetta.

Bello era carino, dolce solo la domenica, geloso quel tanto da sfrantumare ogni sinapsi.
L’eletta si era ridestata dal torpore che tutte le intimidazioni di lui le avevano creato e, con un atto di estremo coraggio, da una capanna in un paese sperduto dell’Africa, lo aveva messo al corrente che il suo cuore non batteva più per lui. Linea piatta.

Lui la prese bene. Pianse per giorni, per notti, sembrava per sempre, ma nulla è per sempre e, in un giorno di agosto, scoprì di non avere più lacrime e che il dolore era abbastanza passato.
Decise così di rimettersi in pista e informò la plebe. Con discrezione e parsimonia.

Comunicato affisso in ogni luogo e in ogni lago (citazione di merda, convengo):

Popolo, sono io. (Foto tessera in B/N)
Ho già 23 anni. A dicembre. Cerco donna sana e salva, max 23 anni. A novembre. Ella deve essere bella, intelligente, educata, disponibile ad una convivenza e ad allargare la famigliola. Astenersi tatuate, ricce, alte.

Contattatemi al 78909/56789000. Anche ore pasti.

Tutti lessero e tutti tirarono un sospiro di sollievo, non c’era nessuna traccia che facesse riferimento al termine illibata, neanche un accenno a cose fatte, non fatte o pensate, la fiammella della speranza prese vigore, la missione non sembrava impossibile. Si preoccuparono immediatamente di presentargli un’amica, una parente, una. L’importante era consolarlo, accasarlo, distanziarlo, per poter ristabilire la quiete comune.

Nel frattempo lui passava le serate in discoteca, nelle più vicine balere, svolazzando irrequieto da un bar all’altro. Le sue consumazioni non andavano mai oltre ad un tè caldo, era fondamentale rimanere scattante e attento, il momento giusto poteva capitare in qualsiasi momento. Giusto?

I giorni, le sere, le notti passavano senza che nulla accadesse e lui era sempre più triste e disperato.
Ogni sera, prima di uscire, si ripeteva “Spero di trovare la fidanzata” ed ogni sera i parenti si auguravano “Speriamo che sia la sera giusta”.
Intanto la voce girava, tutto il paese era in fermento.

Ma, se realmente esiste un karma e una ruota che gira, senza tralasciare la speranza e la volontà, un bel giorno la voce giunse ad un tenero prete.
Il suddetto sacerdote, Dio lo benedica per le sue messe di quindici minuti brindisi finale baci e abbracci compresi, amava andare a pranzo da una casa all’altra. Badate bene, non scroccava, era ed è sempre stato benvoluto. Il caso volle, fortissimamente volle, che anche lui venne messo al corrente della tragedia avvenuta mentre banchettava nella regale dimora del giovanotto.

Caso nel caso, l’uomo timorato di Dio, era stato a pranzo qualche settimana prima in una casa di un paese li vicino ed in quella famiglia c’era una gran bella ragazza di 22 anni che soffriva le pene dell’ inferno per un grande amore finito.
E così, con un’espressione di perfetta innocenza dipinta sul viso paffuto, raccontò la faccenda tra un piatto di lasagna e una fetta di cotechino. Un tenue baluginio divampò nel cuore del nostro eroe, mentre ascoltava per intero la novella, e, ad un tratto,ebbe un sussulto e si rianimò. Si alzò con discrezione e disse che aveva un bisogno impellente. Alla velocità di un caccia di ultima generazione volò in camera, accese il computer, consultò i social per verificarne lo status e la presenza e si innamorò. Fu festa in tutto il paesello quando, anche lei, contattata seduta stante, accettò l’invito per uscire a cena.

L’amore scoppiò come un fuoco di artificio e ancora oggi si mormora che continui a brillare. Lei si è trasferita a corte, ha messo cuori e margherite ovunque e tra pochi mesi resterà incinta.

La morale di questa storia? Mai smettere di sperare, assumere sostanze analcoliche per essere sempre sul pezzo e, soprattutto, dare una chance (e una fetta di tiramisù) alla provvidenza a volte fa miracoli.

 

 

 

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110 pensieri riguardo “L’amore a caso

  1. Moderno il ragazzotto. Di questi tempi tutto finisce sui social, internet aiuta anche in certi casi…Ma il romanticismo, i fiori inviati, gli inviti esternati con titubanza, le palpitazioni ci sono o sono anche quelle da cercare sul computer? Mai disperare d’accordo ma in altro modo cercare quello sì. Ottima scrittura cara Cuore. Baci. Isabella

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  2. L’amore a caso? Direi piuttosto un destino cucito nelle stelle, o farcito nella lasagna? Scritto oltremodo piacevole, nonostante la citazione (che mi ha ricordato melodie che speravo aver rimosso). Ma davvero è una storia vera? E soprattutto, davvero messe da 15 minuti?

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  3. Alla provvidenza consiglio un carrello di paste invece del tiramisù. Sai perchè? Perchè assaporare le paste una alla volta la provvidenza aspetterebbe più volentieri. Ne fa del tempo il suo dolce consigliere oltre che compare di paste.

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