“La bambina surgelata e altri racconti” di Nadia Mogni

Ben ritrovati lettori, oggi vi parlerò di uno dei libri di Evaporata, una blogger che ho smesso di seguire nel preciso istante in cui ho letto che convive con un’allegra famigliola di ragni. Nonostante questo, sarò imparzialissima e ci metterò, come sempre, anima e cuore per descrivervi cosa mi ha trasmesso la lettura.

SINOSSI
Nadia Mogni racconta un mondo di mezzo tra sogno e realtà, dove tutto si confonde. Un mondo a suo modo crudele, dove la solitudine incombe e dove l’amore è difficile e si trasforma in incubo, ossessione, inseguimento, fuga. La metamorfosi in qualcosa di animalesco non è solo metaforica. A volte è un amore immaginato, a volte è un surrogato, spesso frutto solo di un’illusione o dell’immaginazione. Si legge l’amore di una madre che vince con i punti dei surgelati una bambina, o una donna che ama uno spaventapasseri, c’è una giovane che vuol dare un corpo e un volto ad una voce che non la lascia dormire e diventa incubo, e c’è l’amore sognato sopra un cuscino quasi “magico”. La narrativa di Nadia Mogni si gioca su questo confine sottile dove tutto può accadere, tra metamorfosi e frustrazione, dove il desiderio si trasforma anche in violenza e pazzia, dove anche il cuore dell’amato, persa l’aura delle mitologie stilnovistiche, può essere strappato o buttato, oppure ricettacolo di ogni bene, sempre però dentro una realtà allucinata. L’autrice narra un mondo di sogni, di ironie, di riti ancestrali, in una realtà moderna dove la tecnologia incombe e regna solo la solitudine.
RECENSIONE

Chi segue il blog di Evaporata sa perfettamente che può trovarsi di fronte ad ogni cosa, perché il suo spazio è variopinto, gli articoli non sono mai banali, la sua scrittura è semplice e diretta e lei è una bella persona. Nel suo libro, invece, pur mantenendo una scrittura chiara e coinvolgente, si trasforma da dottor Jekyll in Mister Hyde e viceversa, a seconda del racconto che vi trovate di fronte. Nella sua opera vi è una raccolta di dodici storie, fra le quali spicca la sua preferita, quella che ama di più: “La bambina surgelata” e vi assicuro che non si tratta di un gioco di parole.

Per una recensione come si deve, dovrei parlarvi della città di Essaouira, descritta come una “perla rara”, in grado, con i suoi paesaggi e la pace che vi si trova, di guarire i cuori dal mal d’amore e, successivamente, di riempirli della voglia di amare di nuovo, cambiando la vita, in tutti i sensi. Potrei, volendo, ricordarvi che può essere bello comunicare con tutti i sensi, lasciando da parte, quando è possibile, ogni forma di tecnologia, anche se può essere visto come una negazione di se per chi lo subisce, diventando, così, un’arma a doppio taglio.

Potrei raccontarvi di Frida e del suo silenzioso amore estivo; di quanto l’amore sprecato, una volta ripulito da ogni scoria, possa essere donato per riprodurre altro amore per chi ne ha bisogno; degli incubi di Francesca e dei suoi incredibili ingegni per cercarne un senso e, soprattutto, un sonno sereno; di Alberto Michele e Marta e di come l’amore sia ad ampio spettro; di come si possa amare la natura e gli animali fino al punto di diventarne parte; di Eva e di Enrico e di quanto i sogni possano influenzarci; di Mirko e dei suoi parenti che vedono la vita da un’altra prospettiva; di come Giulia affronti e sia affrontata dai suoi incubi; del pastore Geremia, del suo cane Bellosguardo e dello strano rapporto con il suo angelo custode.

Non da ultima, dovrei parlarvi di Lei, “La bambina surgelata”, un premio vinto da una donna solitaria che la alleva per un paio d’anni senza che nessuno se ne accorga, fino a quando l’ambiente surreale in cui vive non le chiederà il conto.

Dovrei… potrei… ma c’è sempre quella faccenda dei ragni…

Però mi sembra corretto soffermarmi su di un termine che ho usato spesso, amore, senza ricercarne dei sinonimi, perché è di esso che è impregnato il libro, in tutte le sue forme più folli e spregiudicate, tanto da condurre spesso i protagonisti alla pazzia, ma anche di renderli in grado, in un modo o nell’altro, di realizzare quelli che sono i loro sogni, bizzarri e inconsueti, anche quando non hanno una spiegazione logica e tutto sembra incredibile e complicato.

In fondo, abbandonarsi alle proprie paure, può aiutarci a vivere bene.

In vendita su Ibs in Copertina flessibile a 9,50 euro e in formato epub a 1,99 euro. 

 

 

 

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