Una come me

Personifico il perfetto stereotipo  di chi vuole bene a prescindere,anche quando è sconveniente, quando non ti importa di non portare a casa niente.

Mi nutro di vibrazioni e immagini fino al punto da sentirle mie, fin sotto alla pelle, nel profondo di ogni viscere.

Le parole dette e non dette mi rimbalzano dentro, mi arricchiscono, mi feriscono, mi sfiniscono.

Non mi ingegno a fare programmi, perché so che la vita è sempre lì, pronta in agguato a fare danni.

Perché non lo sai

Che non mi sento a mio agio in mezzo alla gente e non perché io mi giudichi una perdente

Che dopo la corazza indosso l’armatura perché ad aprirmi ho sempre più paura

Che ad essere forte lo sono solo quando a costringermi lo è la sorte 

Che a stare sul palco non sono me stessa, preferisco stare dietro le quinte a fare festa

Che al bene urlato e svalutato preferisco quello dimostrato

Che combatto la fascinazione del normodotato per dimostrare che la ricerca di affettività non è un reato 

 

94 pensieri riguardo “Una come me

  1. Mi sento un po’ come te…
    Mi fa piu’ paura sentirmi solo in mezzo alla gente piuttosto che quando sto solo con me stesso…
    Mi sento inadeguato, diverso.
    Ho perso il mio cuore forse…
    Ti abbraccio
    Notte

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      1. Si, puo’ darsi. Certe cose ci portano cosi lontani da noi stessi…
        Ogni volta che mi ritrovo mi manca sempre un pezzo…
        :))
        Forse e’ come mi hai detto tu.
        Magari l’ho nascosto ma ho una pessima memoria.
        Cerchero’ di tenere sempre a mente le tue parole*

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  2. Viviamo due realtà, si sa. Una reale e una virtuale. Nella reale viviamo con il nostro corpo, ci relazioniamo fisicamente agli altri, dobbiamo avere a che fare con persone che spesso non corrispondono alle nostre aspettative e che non hanno idea che nella realtà virtuale, questa, quella del blog, abbiamo la fortuna di incontrare persone diverse da loro. Alcune ci piacciono, ci somigliano, ci incuriosiscono. Decidiamo di seguirle, di condividere con loro questa strada immateriale. Doniamo e riceviamo emozioni, così, solo per il gusto di farlo. Sono persone come te, ad esempio.
    Buonanotte.

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  3. Le vibrazioni, delle quali ti nutri, sono entrate nel mio cuore.
    Le ho percepite attraverso le tue parole.
    Forti.
    Determinate.
    Un po’ incazzate.
    Avvolte dalla tua straordinaria sensibilità.
    Una come te, quando si conosce, difficilmente la lasci andare.
    Sarebbe una grande perdita.
    ❤️

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    1. “Un po’ incazzata” GRAZIE! Hai colto un aspetto che era passato inosservato. Ma non al tuo cuore. Al tuo essere.
      Mi leggi dentro, vai oltre quello che scrivo e non sbagli un colpo.
      “Una come me” è difficile da gestire, sono solo per chi non ha paura delle spine.
      Un abbraccio con tutte il cuore.

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  4. Sembra che le parole danzino e si rincorrano con un ritmo perfetto! Tu riesci sempre a esprimere quello che sento anch’io specialmente qui: “Mi nutro di vibrazioni e immagini fino al punto da sentirle mie, fin sotto alla pelle, nel profondo di ogni viscere.”
    Bella ❤️❤️❤️❤️

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  5. Ho letto con molto trasporto. Cercavo di capire il tuo animo e in parte hai risposto. Quelle affermazioni sono sempre sospensive, fanno presagire a una qualche forma di approfondimento ma poi si interrompono con l’accapo. Vorresti dire di più ma non ti sbilanci. Lasci a chi legge di fare sue le tue deduzioni. Insinui la curiosità ma la cacci con l’affermazione successiva.
    Sono belle le armature.
    La cotta di maglia è composta da tanti anelli uniti insieme come gli intrecci di un filo intorno ad un punto. Sono tanti e stretti e seppur fragili sono molto utili a deviare i colpi mal assestati. Richiedono manutenzione e cura meticolosa. Devi riporla sempre bene stesa su un fantoccio dopo ogni battaglia, anche quando “non vai incontro allo scontro”.
    La cotta di maglia è lucente e da lontano sembra una rete pericolosa ed invalicabile. Se ti avvicini però riesci a vedere un brandello di pelle, di indumento, che non ti provoca solletico o fastidio quando esegui i movimenti.
    La cotta di maglia è contro coloro che cercano lo scontro diretto con armi bianche di poco conto, contro i ladruncoli.
    La cotta di maglia è fragile se a romperla è una spada che si conficca in linea retta.
    La cotta di maglia è fragile se a romperla è la lama scagliata per la tangente.
    La differenza fra l’affondo e la “colpo piatto” sta nell’intenzione di chi la brandisce, la prima uccide, la seconda rivela!

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