Lei, Lui e la scarpa

Le amiche glielo dicevano sempre “Hai quasi 36 anni, non esci mai, vuoi rimanere zitella?“ “Ogni lasciata è persa“ “Di vita ce n’è una sola“ e così via finché Lei si convinse e ci provò, in fondo non aveva assolutamente nulla da perdere, voleva provare a flirtare, cercava attenzioni, aveva necessità di “altro” nella sua vita.

Individuò una chat di incontri che sembrava fare al caso suo, si iscrisse tramite il profilo Facebook, tolse prudentemente la geolocalizzazione e avviò l’applicazione. In breve tempo ricevette molti contatti e, tra i tanti che la cercarono, ci fu anche Lui.

Si scrissero per circa due settimane tramite WhatsApp, era carino sentirsi. A Lei di Lui piaceva il fisico muscoloso,  il piercing alla lingua e quegli occhi così azzurri e cristallini che ai Caraibi se li sognano. E poi le scriveva sempre delle cose carine, quelle di cui Lei aveva bisogno. Lei ormai era entrata nel mood, Lui era diventato il suo way, la sua onda.

Decisero di vedersi, in fondo abitavano a venti chilometri di  distanza. Andò Lei da Lui, alle 18 di un pomeriggio primaverile e, quando si videro, l’imbarazzo crebbe. Si sedettero su di una panchina per conoscersi meglio. Il cuore di Lei ballava la macarena.

Lui era un tipo timido, ma Lei cercava in tutti modi di non farglielo pesare. Dopo cinque minuti dall’  incontro, Lui incominciò a guardarsi i piedi e, pudicamente, disse “Queste scarpe sono vecchie“. A Lei fece tenerezza e cercò di sdrammatizzare “No che non sono vecchie, a me piacciono“. Ma lui continuava a fissare quelle scarpe ed, ad un certo punto, disse “Devo andare a comprarne un paio nuovo“ e Lei, cercando sempre con  delicatezza una risposta per tirarlo su, disse “Se proprio non ti piacciono, ho visto che alla Decathlon ce ne sono di diversi tipi, tante anche scontate“ Lui disse “Vado a comprare le scarpe“ Lei insistè “Se vuoi ti accompagno“ Lui rispose “No grazie, vado da solo, sono sempre molto indeciso e molto lungo e non voglio farti perdere tempo“ Lei ci  pensò un po’ su e disse “Guarda che se non ti piaccio puoi anche dirmelo, non mi offendo e ti accompagno volentieri a comprare le scarpe, questo pomeriggio l’ho dedicato a te, non ci sono problemi“ Lui la guardò “ Il fatto è che se ti bacio e poi non ci sentiamo più magari tu ti senti trattata male e, inoltre, non vorrei che tu pensassi che io possa avere delle cattive intenzioni“ e Lei “ Io non sono qui per farmi trattare bene, non ho paura delle cattive intenzioni“ e Lui la baciò. Si scambiarono, in realtà,   diversi baci e qualche effusione per circa dieci minuti, dopo di che Lui ribattè “Adesso devo andare a comprare le scarpe“. Lei ci provò con il broncio alla Shirley Temple, ma Lui la mollò lì.

Lei lo salutò e tornò a casa, l’appuntamento era durato in tutto un’ora e non si sentirono più. Era triste, ma con un pizzico di lucidità, sperò che Lui venisse rincorso a morte, contemporaneamente, da Bau Bau, Darth Maul e Freddy Krueger. Un sorriso le apparve sul viso, perché, nonostante l’epilogo, si era anche divertita, si era messa in gioco e poi, dove stava scritto che quelle che stavano peggio erano proprio le “zitelle”? E così, ripensò anche alle “amiche dai giusti consigli” sposate e con figli che civettavano sui social.

Quella da giudicare, alla fine, non era sicuramente Lei.

98 pensieri riguardo “Lei, Lui e la scarpa

  1. Racconto molto attuale 🙂 ci sta in questa epoca. Secondo me i social sono la nuova piazza virtuale, in fin dei conti passiamo più tempo con il naso su uno schermo blu di quanto, spesso, ne passiamo a parlare con le persone. E se fai un lavoro d’ufficio, da solo, il Pc è il tuo sguardo sul mondo.

    Ps: non vorrei fare il rompigatto, ma ti è scappato un refuso: hai scritto mud invece di mood 🙂

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    1. Eri in spam… il tuo primo “mi piace” e il tuo primo commento hanno mandato in tilt il mio sistema. Mi inchino e ringrazio.
      Attualissimo, siamo più social che sociali.

      Ps: fai tutto ciò che vuoi (correggo, grazie 😊)

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      1. Già, primo commento e boom, faccio anche casino. Sono veramente imperdonabile.
        Sì, stiamo cambiando molto. Troppo? Non lo so (ancora).

        Ps: eh, ma non è il mio blog… mi dispiace fare il pignolo schifildo 😀

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  2. Non si dovrebbe giudicare mai nessuno, finché non si vive nella sua pelle, ma se per caso succederà… embè… c’è sempre Bau Bau che ci verrà in aiuto. 😂😂😂
    Bellissimo il tuo scritto, come sempre. Divertente e nello stesso tempo contiene anche qualche buon insegnamento.
    Un bacio, Cuore! ☀️😘

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  3. 😂😂😂😂mi fa ridere il finale sulle amiche che chattano…. Però almeno è stata baciata e di questi tempi non è cosa da poco…. Ma poi dico… Uno si presenta al primo appuntamento con le scarpe vecchie? Quelle si vedono il piercing no! Chissà come è baciare uno col piercing in bocca…. 😉😘

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      1. Ci incontrammo vicino casa sua alle 10 di mattina. Dopo la prima pomiciata “gusto acre sudore+cipolla e profumo”, mi invitò ad entrare in casa, poiché era sola. Dissi che non avevo i preservativi. “Vado e torno”, furono le ultime parole. 😂😂😂
        Mi mandò una ventina di chiamate più messaggi a cui non risposi. Mai. 🤷🏻‍♂️

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  4. Spero che qualcuno gliele tiri in testa, le scarpe.
    Un bel paio di anfibi.
    Anzi no, un paio di quelle antinfortunistiche che pesano una cifra.
    Meglio perderlo uno così, nemmeno avrei insistito per andare con lui.
    Che stron..
    😤

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  5. La scusa più brutta è ” Me ne vado perchè meriti di meglio”.
    Usata al liceo milioni di volte.
    :))
    Sono un vile.
    Un ovile.
    Delle olive?

    Basta.
    Sono una brutta persona…
    non so mai che dire per lasciare.
    E’ troppo difficile essere sinceri con una ragazza.
    Invece con le amiche me la cavo alla grande.

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  6. Con le amiche sono sincero.
    Con le ragazze non molto.
    Mi hanno lasciato parecchie volte,
    ma più che altro mi facevo lasciare.
    Sono troppo strano,
    poi mi annoio facilmente.
    Gli umani sanno essere davvero noiosi.
    E tu?
    Tu sei sincera?

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      1. Sei limpida.
        Beate te*
        Io vorrei, davvero.
        Vorrei essere come te.
        Non scherzo.
        Una volta per fare colpo
        su una ragazza le ho detto
        che avevo ereditato un castello
        a Londra.
        Ahahahahah
        Non c’avevo manco il letto a castello.
        Vabe’, adesso sono migliorato.
        Dico bugie davvero stupide
        ma solo per nascondere piccole cose.
        Piano piano diventero’ onesto

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        1. Si, essere sinceri puo’ renderci troppo vulnerabili.
          Forse e’ anche per quello che ho iniziato a fare lo stupido.
          Riguardo al castello era un po’ titubante…
          ma alla fine ci ha creduto.
          Avevo 17 anni comunque.
          Lei si chiamava Margaret.
          L’avevo conosciuta al drunken ship a Campo de Fiori.
          Ero ubriaco come non mai.
          :))

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  7. Perfetta descrizione, in chiave ironica , di come finiscono certi incontri che in chat hanno volato alto. Mi chiedo se il vero io sia quello che viene fuori scrivendo, o non sia solo una proiezione di un sogno di come vorremmo essere ed iniziare una storia d’amore. Chissà…meglio conoscersi in carne ed ossa.

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  8. Questo incontro, penso tu parli di te, sia stata una conquista del ruolo che possiedi nella tua vita. Spesso sono proprio le situazioni che ti spingono a decidere di uniformarti: gli amici, la famiglia, la società. Dove sta scritto che la vita finisce a 36 anni?
    Se non sei sposata, fidanzata o qualcuno in generale è poi così importante?

    Per esperienza le chat sono un mezzo per conoscere gli animi degli individui, saperli riconoscere invece è un’arte che si apprende con la pratica e tanti muri in faccia. Le parole, lo stile, il peso che hanno in un contesto, sono armi e difese. Da lì hai chiare le intenzioni. Una persona che mente a parole lo farà anche per iscritto.
    Senti quell’aria fresca quando esiste sintonia fra te e quell’anima che digitalmente incontri. Le sue parole colpiscono, ti corteggiano e le tue sono altrettanto piacevoli, quelle che ti fanno alzare col sorriso la mattina.
    Il rapporto che si instaura diventa intenso, conosci visceralmente quella persona che immagini il passo successivo, l’incontro.
    Ci si incontra e si è nervosi, si pensa al rifiuto ma l’ottimismo e la correttezza riportano la mente alle parole scambiate, piccole promesse e pegni che non possono essere solo frasi di sabbia.
    Ma l’incontro diventa freddezza, chi è più emotivo e vero, cerca di instaurare un dialogo, lo stesso che possedevi per iscritto. Il silenzio e le frasi lapidarie che terminano con un “punto esclamativo, due punti, punto e virgola… ma si abbondiamo” (citando Totò), trasformano quell’aria di festa in un disagio. “Sono io oppure è lui?”
    La risposta l’hai ricevuta dopo, a conclusione del pomeriggio!
    Ti parlo per esperienza, quando capitava a me, il tragitto verso casa diventava momento di riflessione e di rewind, sguardo perso nel vuoto a rivedere ogni scena di quel pomeriggio per cercare di capire dove avessi sbagliato, se quello che ho scritto e condiviso con lei sia stato in qualche maniera rescisso per una mia inadempienza. Alla fine, dopo tanti silenzi ti accorgi che la maggior parte non pensa quello che dice e non fa quello che pensa.
    Se ha trovato in te tanto garbo, tanta gentilezza e dolcezza, il bacio doveva essere una conferma e non una “ogni lasciata è persa”. Il bacio per te (o la protagonista) è stato vero, una dimostrazione di intenti, una conferma su tutto ciò che hai scritto e condiviso con lui. Mi perdonino i portatori sani “ariani” di occhi chiari, ma ho sempre diffidato di queste persone che di bello purtroppo hanno solo gli occhi.
    Studi recenti hanno appurato che il manifestarsi di questa condizione sia frutto di una mutazione genetica. E se questa mutazione fosse anche a livello cognitivo e dello sviluppo comportamentale?
    Gli occhi neri sono bellissimi, pieni di luce, quelli marroni sono caldi come il legno di mogano e quello di noce.

    Conclusa la parte scientifica, posso dirti per esperienza che lui usando quella frase “ho le scarpe vecchie” identifica la bellezza in qualcosa di nuovo e alla moda e non nella capacità di apprezzare la funzione e il ruolo che hanno nella sua vita, camminare e proteggersi.
    Non mi vergogno, le mie sono logore e le cambio solo quando hanno la suola liscia (ed uso quelle da trakking), ma non direi mai ad una persona, “devo andare a comprarle”. Ha badato all’apparenza e non alla sostanza. Per me sono un tratto distintivo e che possono destare curiosità o giudizio a seconda della persona con cui ho a che fare.
    Il fatto che ritenesse le scarpe come un elemento che stonasse in quella situazione, ha pesato più il ruolo di un oggetto che la sua parvenza narcisistica. Ha giudicato!
    La parte in cui lo immagini protagonista di un film horror è molto ironica e divertente. Poiché il suo impegno è stato quello di andare ad acquistare un paio di scarpe, sicuramente provate già da altre persone e forse di scarsa qualità, l’augurio più spassionato e sincero:
    Che gli venisse una micosi fulminante! 😉

    P.S.: Solo per far ridere, per il resto spero solo che la prossima con cui instaurerà qualcosa sia sincero e vero nelle intenzioni, come lo sei stata tu con lui!

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    1. No no, ho raccontato di cosa è accaduto ad una mia amica.
      Bellissima la tua spiegazione sugli occhi, in realtà rimango affascinata da quello che scrivi. Lo assimilo e lo metto da parte.
      Ma tu sembri troppo pragmatico per avere ceduto al mistero degli incontri virtuali

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      1. Beh, costernato per la tua amica. Spero abbia trovato persone migliori col tempo e magari l’affetto di tanti amici e amiche care come te. 🙂
        Grazie per quello che scrivi, le scrivo di getto quindi perdonerai alle volte qualche ripetizione o una parola mangiucchiata o mal trascritta.
        Sai, essere pragmatici spesso si affianca alla curiosità. Ho scoperto che le persone per iscritto sanno essere parzialmente vere nell’esporre i propri disagi e i propri sentimenti verso una situazione/condizione. Iniziano a mentire quando cercano di dare un connotato fisico alle loro storie. Magari il loro ex è il fidanzato di un’altra oppure quello attuale. Magari vogliono sentirsi corteggiate senza peccare di infedeltà, perché per iscritto non ha alcun valore se non assume un connotato fisico. Mi è capitato di essere l’altro e nonostante fosse titubante nell’esprimere i suoi sentimenti, lo leggevo come una sua difficoltà a dare spiegazione di qualcosa che contrastava la sua situazione sentimentale col suo lui. Anche il semplice bacio sulla guancia non rappresentava tradimento.
        Ad ogni modo, morale della favola, i virtualismi aiutano a comprendere se stessi e gli altri solo quando si gioca a carte scoperte. Per me sono un ricordo in più che possono diventare racconto, un romanzo che non potrà essere letto, qualcosa di cui beneficiare quando tutto scivolerà via.
        Tu hai mai ceduto a questo misterioso mondo virtuale?

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        1. Fino a che hai la capacità di vivere i sentimenti sarai sempre giovane.
          Concordo con te, forse in passato quando la rete iniziava a piantare i semi della cultura, era possibile trovare qualche animo buono con cui conversare. Oggi la sincerità è un accessorio, tutti vogliono apparire, tutti parlano solo per iscritto e con prove tangibili. Nessuno usa più la parola o le missive. Silenziosi e meschini.

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