Arc-angeli

È successo il 29 dicembre. Quella sera stavo ridendo alle battute che si scambiavano mio fratello e mio papà, un siparietto per prendere in giro mia madre, quando mi è arrivato un messaggio e il tempo si è fermato. Perché è questo  il potere della morte, lei è indiscriminata,  non le importa degli impegni e delle cose rimandate, arriva e ti devi fermare, il tempo lo devi trovare. Lui per me non è mai stato “solo” un medico. L’ho conosciuto un anno dopo il mio incidente, quando ho messo piede per la prima volta  nel suo centro di fisioterapia di Firenze. La palestra era stata scelta con cura dai miei familiari mentre io ero ancora ricoverata in Germania, e passare dalla Germania, stare due giorni a casa e poi ripartire per andare ad oltre 300 km da parenti e amici non è stato facile. Non è stato facile iniziare a fare 7/8 ore di ginnastica al giorno, ma è questo il “metodo” che veniva, e viene, applicato in quella palestra. Una riabilitazione intensa e continuativa, perché solo in questo modo si possono ottenere i migliori risultati, anche per le lesioni croniche. Ma poi la famiglia l’ho trovata lì. Ho preso casa e ci siamo trasferiti, all’inizio per un anno, poi per periodi di tre mesi due volte l’anno. Sono stata bene, ho recuperato tanto, ho incontrato tanti amici, mi sono goduta Firenze con i suoi monumenti e la simpatia dei suoi abitanti. E, in tutta questa vita, lui c’era.

Questa foto, che mi piace tanto, mi è stata scattata in palestra, mentre stavo facendo un esercizio, non ricordo quale, ma sicuramente sarà stato difficilissimo, mi ricordo che non volevo che me la facesse, non ho mai amato farmi fotografare, fin da piccolissima mi coprivo il viso con il braccio, mi nascondevo, ma lui, imperterrito, girava tutto il giorno con la sua macchina fotografica e mi fotografava di continuo. A pensarci, a  pensarlo,  mi scappa un sorriso e, dopo un istante, mille lacrime. Tra noi ci fu un’instantanea alchimia, lui che ha iniziato fin da subito a storpiarmi il nome con un vezzeggiativo, io che non ho mai smesso  di dargli del Lei, neanche quando scherzavamo.  Lui che era quello che mi incoraggiava sempre, che mi difendeva quando chiedevo altri cinque minuti di pausa e poi dieci, che mi dava da bere il Porto quanto la pressione mi scendeva,  e se  avevo mal di stomaco non mancava di offrirmi il suo Maalox usato, perché un po’ lo ciucciava,  poi si stancava e lo  metteva in tasca.  Nelle pause pranzo capitava che ci fermassimo a parlare, lui con la sua coca-cola ghiacciata anche d’inverno, io con il mio tè caldo anche d’estate. Non ricordo una sola volta in cui non mi abbia spronata, aiutata,  fatto ridere, istigata, chiesto dei miei genitori e della mia cagnolina, anche quando ci sentivamo solo per telefono.

Per non farti sopraffare dal dolore di una perdita, a questa perdita devi dare un senso. Lui era energico, nonostante la chemio, nonostante tutte le complicanze, ha continuato a combattere contro le Asl fino a quanto ha potuto, per poter  realizzare il suo sogno: statalizzare la sua metodica riabilitativa. Io, in questi due anni di diagnosi e interventi, mi sono “bloccata”.  E così, tra una lacrima ed un’altra, ho iniziato a prendere le distanze da tutto quello che mi ha fatto stare male, persone situazioni luoghi, e a fissare degli impegni e degli obbiettivi, con la sua voce, dall’inconfondibile accento, che mi sprona come quando ero in palestra, prendi fiato per dieci minuti e poi ricomincia. Ricomincia a vivere. Tra un Maalox ed una coca-cola.

100 pensieri riguardo “Arc-angeli

  1. Lettura che ovviamente colpisce.Da un lato c’è quella tristezza che di fronte a certi eventi ti portano sempre a pensare che la vita è spesso ingiusta e bastarda e, dall’altro canto rimane quella consapevolezza della determinazione di dover e voler comunque andare avanti.Un abbraccio forte forte!

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  2. Difficile commentare il dolore degli altri. Avanti si va avanti, perchè indietro non si può tornare, ma si va avanti un po’ diversamente. Ti abbraccio, e grazie per queste condivisioni che ci fanno partecipare, e conoscere

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  3. La morte è una signora molto decisa, non sempre si tira indietro, spesso prende ciò che vuole. Ma ti lascia il pensiero del ricordo di chi ha portato con se, e se quel ricordo è intenso, come dicono le tue parole, il tuo ricordo bellissimo, fermati, respira e dopo 10 minuti riparti, perchè la vita è anche questo. Il dolore arriva, inevitabile, ma la fisioterapia della vita prevede la ripartenza…e glielo dobbiamo, a tutti coloro che abbiamo incontrato. E sono convinta rincontreremo ancora.
    Ti abbraccio.
    (nella foto si vede il trucco…anche quando eri in palestra?)

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  4. Apperol…. mica avevo mai capito un tubo di tutto ciò. .. nonostante abbia sempre letto interamente i tuoi post… certo non costantemente perché il tempo è quello che è. … ma accipicchia ragazza….. sono rimasta basita…. e inerme non so neppure cosa dire. Solo augurarti una bella giornata e farti forza. Se hai voglia io ci sono ^.^

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  5. Purtroppo la vita difficilmente accade come vorremmo, però a volte ci regala delle persone indimenticabili, che ci renderanno persone migliori… e le saremo grati per sempre, come minimo… ❤

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      1. Certo non cancella l’evidenza dei fatti ma è una piccola consolazione.
        Ho portato la mia nipotina a vedere Coco, un cartone animato ambientato in Messico durante il “dia de muertos”. In quei giorni vengono esposte le foto degli antenati e questi attraversando un ponte lastricato di fiori tornano a far visita ai vivi. Tutti tranne quelli che non vengono ricordati da nessuno. Nel colorato mondo al di là del ponte dove c’è “vita” chi non ha nessuno che perpetua il suo ricordo dopo un po’ si dissolve.

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  6. ciao cuoreruotante ma tu sei stata a firenze? non all’unità spinale? perchè io sono stato li e li vengo seguito anche adesso con visite ogni sei mesi. Hai anche tu avuto un incidente? (perdona le mie domande a cui puoi tranquillamente non rispondere ma non so nulla di te)
    Un abbraccio
    Francesco Bardamu

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        1. non ho facebook lo avevo prima dell’incidente poi l’ho chiuso e non lo voglio più. Vedi io prima avevo centinaia di amici che dopo l’incidente sono quasi tutti spariti, nel massimo bisogno di amicizia bumm nulla allora li ho avuto un senso di rigetto verso tutte le forme di socialità ed ecco che ho chiuso facebook e ora che potrei anche riaprirlo mi trovo molto bene senza poi chissà forse col tempo. Comunque se non te la senti di rispondermi qui non fa niente non ti preoccupare

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        2. Eri finito in spam. Gli amici che spariscono nel momento del bisogno è un classico e vale per tutti, indipendentemente da quello che può succedere, ma quelli che troverai nel tempo… no, non cambierà niente, c’è chi si fermerà e chi se ne andrà e, altre volte, sarai tu ad allontanarti. Non ho particolari dolori e si, inizialmente c’era il russo, ma poi è cambiato tutto. Come si chiama il tuo amico?

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  7. Raramente si incontrano persone e non medici. Non ho parole da aggiungere.
    Rimango ipnotizzato dalla foto, adesso comprendo il perché la senti tua, la condividi. Non sei tu, ma ciò che ha visto di te quell’anima buona.
    Perdonami, ma non trovo altre parole. :*

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