“Le mie pagliuzze” di Dora Buonfino

PREFAZIONE

“Scegliere di parlare dell’abuso sessuale infantile è un atto coraggioso, in tempi in cui vanno di moda i sentimenti e le emozioni usa e getta in cui si prediligono le soluzioni preconfezionate agli inviti alla riflessione. E a Dora Buonfino quel coraggio non è mancato. Con la sua penna delicata ha dato voce al silenzio della protagonista, le ha permesso di aprire il proprio scrigno segreto e di distribuire le sue pagliuzze a chi avrà altrettanto coraggio di prenderle in custodia”. Annamaria Arso.

RECENSIONE

Scegliete il posto che più vi piace, quello che vi rilassa, quello più tranquillo della casa in cui ci siete solo voi e il libro… Ora aprite il libro, non siete più soli, la scrittrice è lì accanto a voi, e, con una dolcezza infinita, con parole semplici, ma che arrivano dritte al cuore, vi accompagnerà per tutta la lettura, vi spronerà ad andare avanti anche quando non sarà facile farlo, vi starà vicino come una mamma, quella che la protagonista non ha mai avuto. Ed ecco che incontriamo la bambina, per i primi tre anni protetta dalla genitrice tanto apprensiva nei suoi confronti per poi diventarne insofferente fino a lasciarla ogni giorno alla nonna, descritta anaffettiva e distante. La piccola passa il tempo in questa grande casa, tra oggetti che non può toccare e l’odore persistente di naftalina, dove ci sono rimproveri e non preoccupazioni, e proprio qui si ritroverà nelle mani di  un orco, quello che non ti aspetti, quello che, con finto buonismo, la porta all’asilo, allo zoo, rendendosi, ai suoi occhi, l’unico punto di riferimento, l’unico in grado di darle affetto,  facendola sentire finalmente importante agli occhi di qualcuno ed ottenendo, così, in modo subdolo, la sua stima e la sua fiducia.

«Mi ero quasi lasciata andare al sonno, quando cominciò a carezzarmi. Gli chiesi perché mi stesse toccando in quel modo, lui rispose che voleva spiegarmi una cosa importante, che voleva farmi un regalo.

L’indomani avrei compiuto cinque anni e come regalo mi aveva trascinata nel mondo degli adulti.»

La violenza viene ripetuta negli anni, con carezze veloci e sguardi ammiccanti, anche in presenza di quegli adulti che dovrebbero vedere, capirne i segnali, saper ascoltare, ma che sono distratti  e impegnati a vivere le loro vite imperfette. Con il passare del tempo, la piccola riesce a vederlo per quel bavoso che è, distaccandosene cercando di influenzare gli eventi e sfuggendo ad ogni tentativo di incontro da lui astutamente programmato. Ma il peso di quel segreto, della colpa che sente dentro per non avere saputo dirgli di no, la accompagnerà attraverso tutto il suo sviluppo fisico, mostrando insofferenza e  disgusto nei confronti di ogni cosa riconducibile alla figura maschile e anche verso sé stessa, di quel corpo che fiorisce facendola diventare donna giorno dopo giorno e portandola a relazionarsi con persone che, pur ascoltando il suo segreto, non le forniscono comprensione, assoluzione e amore vero. La salvezza arriva con l’incontro con una donna speciale che la sprona a mettere per iscritto il suo vissuto, le paure, le emozioni, le speranze, in modo da riuscire finalmente a liberarsi, a ripulirsi dalle responsabilità che credeva di avere, a raccontare il suo segreto, ossia la sua pagliuzza, ad andare contro quel non dirlo a nessuno che le è stato ripetuto più volte, a capovolgere il suo mondo confidando nell’amore che guarisce anche i più terribili e ingiustificati sensi di colpa.

Il libro si chiude con una speranza:

“ L’amore non l’avrei più cercato, sarebbe capitato come una bella giornata di sole”.

IO

Leggere il libro di Dora non è stato per me affatto semplice. Lei scrive talmente bene che ti senti completamente partecipe della storia ed è per questo che, a pagina 45, volevo abbandonare la lettura e non riprenderla più. Tanto era grande la mia rabbia per quello che stava accadendo, tanto era grande la mia impotenza nel leggere e non poter far nulla. Avrei voluto prendere quella bambina e portarla via, dirle che quello era un modo distorto e malato di dare affetto. Avrei voluto dare una scrollata ai genitori,  a quella madre che non perdeva occasione per sminuirne amici e interessi, restando muta di fronte alla confessione urlata della figlia.  La mia lettura è continuata, perché, se la protagonista ha avuto la forza e il coraggio per andare avanti,  potevo sicuramente farlo anche io.  Una storia che mi è rimasta dentro, un libro che consiglio a tutti.

LE PAROLE DI DORA

“Questo libro è autobiografico, ma romanzato. Ho cambiato i personaggi e creato delle situazioni che ben si adattassero al mio vissuto. Le emozioni sono le mie, come lo è ogni pensiero, ogni paura, ogni traguardo raggiunto. Sono io quella bambina.

Metto nelle vostre mani la mia vita, per dare ad essa uno scopo. Non avrebbe senso tenere per me tutto ciò che ho compreso e che potrebbe aiutare altri. Il mio obiettivo è spiegare cosa accade nell’animo in seguito all’abuso. Non parlo di casi clinici, di risvolti eclatanti, ma di “normalità”, perché gli episodi che presentano segni di violenza evidente sono solo una minima parte. Nella maggioranza dei casi resta tutto nel segreto, vissuto come una colpa meritata, ignorando la propria innocenza. Con Le mie pagliuzze, inoltre, intendo incoraggiare a liberarsi dal senso di colpa: io sono la prova che si può.

Non intendo schierarmi né a favore né contro alcuno, tranne che dalla parte del bambino, a cui voglio dar voce. Io non accuso, non istigo, non ho conti in sospeso né intraprendo battaglie in nome di qualcuno. Spiego, informo e pretendo ascolto, non per me, ma per la bambina che sono stata e per la quale sento di avere una grande responsabilità. Per questo vi chiedo di condividere, di diffondere, senza remore e senza pudore. Vi esorto a prendervi carico, insieme a me, di questa responsabilità, perché un figlio abusato è figlio dell’intera società. E con la voce che do alla bambina che sono stata, vi chiedo: vi importa di me? Vi importa aiutarmi, sostenermi? Allora fatelo, aiutatemi come più potete. Non è la mia ambizione che andrete a sostenere, ma la ricerca di una soluzione, perché l’uomo smetta una volta per tutte di cibarsi dei propri piccoli.”

In vendita su Amazon, in copertina flessibile, a 14,00 euro

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48 pensieri riguardo ““Le mie pagliuzze” di Dora Buonfino

  1. Segui anch’io Dora. Il suo libro é un pugno allo stomaco che rivela il terribile mondo che troppi bambini sono costretti a vivere,spesso sotto gli occhi indifferenti o addirittura complici di chi dovrebbe proteggerli. L’abuso e la pedofilia sono mostruosità di cui si parla troppo poco. Ma le ferite che lasciano sanguineranno per sempre,anche quando i bambini crescono,diventano consapevoli che l’orrore subìto non è colpa loro,e si rifanno una vita trovando qualcuno che li ama davvero.Per questo bisogna diffondere,parlare e denunciare. Perché nessun bambino debba più subire quello che ha subìto Dora.

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    1. Buongiorno Indianalakota, sono d’accordo con te, lo sai. Le parole scritte sono più dirette ed incisive di quelle sentite in tv, dove l’abuso fa orrore, terrore, sdegno..ma poi si passa ad un altro caso di cronaca e la vita va avanti. Dora lo ha raccontato, senza usare termini scabrosi, ma con una semplicità che ti spiazza. Il suo libro dovrebbero leggerlo tutti, nelle scuole e nelle associazioni. Per prevenire, per aiutare gli adulti, per salvare i bambini. Grazie per il tuo prezioso commento, un abbraccio.

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  2. Caspita…. Deve essere una botta al Cuore leggerlo… Lo leggerò. Ci sono argomenti che faccio fatica perché, come te che lo volevi abbandonare, la rabbia, il nervoso, sete di vendetta diventano davvero infiniti. Complimenti per averlo finito anche perché la recensione è bella e, come sempre, fa venire voglia di leggere il libro. Un bacio a lei e a te☺

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  3. Dora, ho la fortuna di conoscerla di persona, e di annoverarla tra le mie amiche. È una grandissima donna, con un cuore colmo d’amore e di delicatezza. Nel suo libro è riuscita con la sua delicatezza a toccare tasti talmente delicati, che in altri avrebbero pututo sembrare crude storie di cronaca. Un grazie anche da parte mia Cuore ad averle fatto la recensione.

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  4. Terribile 😦
    Questi “mostri” dovrebbero essere ridotti in cenere nel momento stesso che mettono i loro occhi su l’innocenza del bambino.
    Mi conosco,starei troppo male..di non essere stata presente per averla protetta, di quanti anche in questo momento non riesco a proteggere, sentendomi responsabile che ancora oggi possano esistere “mostri”di quel genere.
    Coraggiosa grande donna da ammirare abbracciare è coccolare.
    Grazie cuore…di metterci tanto del tuo, in tutto… quello che fai.
    Con tanto affetto ♥

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  5. Dora è una donna ricca di umanità e di coraggio, mi piace molto la sua scelta di non schierarsi se non dalla parte del bambino. Non è mai facile affrontare certi temi, ma è assolutamente necessario. La tua restituzione della lettura è davvero gentile, proprio come dovrebbe essere, e l’averne raccontato in termini così prossimi e vicini, è una cosa bella. Mi dispiace che tematiche del genere siano spesso evitate, in particolar modo da noi uomini perchè uno spazio di dialogo e di confronto è, seppur faticoso, necessario, è fondamentale che anche noi uomini ci si metta in gioco per comprendere, per sensibilizzarci e sensibilizzare, per riconoscere che un problema esiste e che va affrontato, con serietà e con rispetto. Grazie cuore per la tua proposta e la tua amabile condivisione.

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      1. Mi ha fatto pensare il fatto che tu a metà l’abbia un attimino lasciato in sospeso 😐 però se dici che è delicato, in effetti come lo sono le righe che hai riportato, forse forse si può leggere.

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  6. L’ha ribloggato su Almeno Tue ha commentato:
    Mancavo nel blog da un po’, pur seguendovi, mi sono astenuta dal pubblicare cose mie. Ho scelto il silenzio, perché ero stanca. Stanca di vedermi chiudere le porte in faccia da chi dovrebbe e potrebbe contribuire ad amplificare il mio messaggio. Sì, vi confesso che stavo perdendo la speranza, che tutto ormai mi sembrava vano.
    Poi la recensione della blogger Cuoreruotante mi ha riportato la speranza. Le sue parole, il modo in cui ha parlato del mio libro Le mie pagliuzze e quel che ne ha ricevuto leggendolo, mi esortano a continuare a battermi, anche se in sostanza mi ritrovo sempre allo stesso punto.
    Questo libro non l’ho scritto per me, ma per voi. Non mi è servito come processo terapeutico, perché alla comprensione ci ero arrivata anche senza scriverlo. Non mi hanno guidato l’ambizione e la ricerca della fama, ma la necessità di spiegare cose che con la mia esperienza avevo assimilato. E per farlo ho cercato la maniera più semplice, più esaustiva, ma soprattutto più delicata, perché scrivendolo non ho mai perso di vista la sensibilità dell’essere umano. Per questo la mia scrittura non sarà mai un rimprovero, uno schiaffo, uno sbattere la porta in faccia alla società, ma una via per parlare con ognuno di voi, per rassicurarvi, perché nonostante tutto, ogni cosa si può cambiare.
    Grazie infinite Cuoreruotante!

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  7. Grazie per la recensione/ presentazione. È fatta molto bene e mi ha interessata così tanto che cercherò l’autrice per chiederle il permesso di parlare del suo volume in radio.
    Complimenti ^_^

    Tematica forte che a quanto dici, è stata trasmessa con emozioni tutte da vivere

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  8. Ciao Cuore, sei fantastica, riesci sempre a coinvolgerci con le tue recensioni e scritti. Il libro di Dora l’ho comprato anch’io e vale veramente la pena di leggerlo, hai saputo descriverlo perfettamente… ❤

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