Pink

Il 27 agosto, nel corso dei Video Music Awards di Mtv succede che, tra i tanti premi assegnati, a Pink venga consegnato il Michael Jackson Vanguard Award. Succede che, una volta sul palco, il vincitore ringrazia e saluta sempre qualcuno. Ma questo non succede con Pink. Lei, con il premio in bella vista, racconta di un dialogo avuto con la figlia:

“Qualche tempo fa mia figlia ha detto: Mamma, sono la ragazza più brutta che conosco. E io le ho detto ‘Eh?’, e lei ha aggiunto: Sì, mi sembra di essere un ragazzo con i capelli lunghi”. “Il mio cervello – ha proseguito Pink di fronte agli spettatori incuriositi – ha iniziato a pensare: Da dove arriva tutto questo? Ha solo sei anni”. Invece di rispondere con le parole, però, alla fine l’artista ha preferito seguire una diversa. È tornata a casa e ha preparato al pc una presentazione PowerPoint di tutte le “rockstar androgine”: da Michael Jackson a David Bowie, da Prince a Annie Lennox e Freddie Mercury. Artisti, ha spiegato, “che vivono la loro verità e che rendono divertente ogni giorno della loro vita e che ispirano il resto del mondo”. A quel punto lei e la piccola Willow hanno avuto uno scambio di battute: “Quando la gente vuole prendermi in giro, dice di me: Sembra un ragazzo o è troppo mascolina, e ancora Il suo corpo è troppo forte. Ma mi hai mai visto crescere i capelli?”. La bimba ha risposto di no. “Hai mai visto cambiare il mio corpo? Oppure hai mai visto mutare il mio modo di presentarmi al mondo?”, ha continuato a incalzare la cantante. E la replica è stata sempre la stessa: “No”. Ecco il perché: “Allora piccola, noi non cambiamo. Prendiamo la sabbia, prendiamo la conchiglia e creiamo una perla. E aiutiamo gli altri a cambiare in modo tale che possano vedere molti più generi di bellezza. Tu sei bellissima e io ti amo”. 

Un elogio all’autostima, al volersi bene indipendentemente dal giudizio altrui, dagli stereotipi, dalla moda che decreta e sentenzia.

Grazie Pink, noi, con te, ci proviamo.

 

(Il dialogo viene da caffeina magazine )

47 pensieri riguardo “Pink

  1. Pink fa un genere di musica che non amo. Di conseguenza neanche lei. Bel discorsetto, tenuto conto del genere di vita e di possibilità che hanno questi artisti di successo.
    I bambini ci fanno obbligano a trovare soluzioni ricorrendo alla semplicità delle cose. Concetti lineari e coerenti, pare facile.

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  2. Difficile che a 6 anni i bambini possano avere già delle idee così precise di genere, quasi sempre il motivo è l’ambiente che li circorda ad influenzare le loro idee.
    Pink è sempre stata sopra le righe, non mi dispiace come cantante e credo sia un bell’esempio il suo, creare una influenza positiva sui più piccoli li renderà degli adulti che sanno pensare con la loro testa senza pregiudizi.

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    1. I bambini a 6 anni sono molto più svegli di come eravamo noi, poi questa piccola frequenta “quel” mondo e, bene o male, ne viene influenzata, come hai scritto tu 😊
      Speriamo non si rovini crescendo..

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  3. Difficile spiegare ad una bambina di sei anni che la bellezza è solo relativa, che ognuno possiede la sua bellezza, perchè ê personale, perchè è qualcosa che magari non colpisce cento mille persone, ma che ne basta una, e che per prima cosa, dobbiamo imparare a piacerci noi stessi.

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    1. Non so se sia facile o difficile, se l’abbia capito in pieno o solo in parte..e già questo sarebbe un successo, ma le parole delle madre le hanno lasciato un segno. Su YouTube ci sono tanti video che fanno vedere questo episodio e gli occhi della figlia sono vispi e concentrati sulla madre.

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  4. Insegna molto questo dialogo, la mamma che corre in aiuto della sua figliola…. magari avessi avuto io questa mamma…. A dire il vero, la ho avuta quando incontrai la donna che per molto tempo è stata la mia seconda mamma, mi faceva ragionare, mi faceva pensare, mi dava pace e aiuto. Purtroppo morì 4 anni fa di tumore alla pancia…. ma porto sempre in cuore e in ricordo tutti i bei momenti passati insieme, non senza un senso di vuoto a vedere la mia vita senza di lei… ma cmq, finché la ricordo non mi lascerà mai. Il mio messaggio? Se avete una mamma che vi vuole veramente bene, non smettete di amarla, perché ce ne è una sola.

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