Memorie di una geisha

Uno dei libri che ho amato di più. Uno dei film che non mi stancherò mai di vedere.

Il cuore muore di morte lenta. Perdendo ogni speranza come foglie. Finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza. Non rimane nulla.
Se un albero non ha né foglie né rami, si può ancora chiamarlo albero?
Lei si dipinge il viso per nascondere il viso.
I suoi occhi sono acqua profonda.
Non è per una geisha desiderare.
Non è per una geisha provare sentimenti.
La geisha è un’artista del mondo che fluttua.
Danza.
Canta.
Vi intrattiene.
Tutto quello che volete.
Il resto è ombra.
Il resto è segreto.
Non si può dire al sole “più sole”.
O alla pioggia “meno pioggia”.
Per un uomo, la geisha può essere solo una moglie a metà. Siamo le mogli del crepuscolo.
Eppure apprendere la gentilezza, dopo tanta poca gentilezza, capire come una bambina con più coraggio di quanto creda, trovi le sue preghiere esaudite, non può chiamarsi felicità?
Dopo tutto, queste non sono le memorie di un’imperatrice, né di una regina. Sono memorie… di un altro tipo.

Dal film “Memorie di una geisha” di Rob Marshall

( La foto proviene da questo sito dove potete trovare le Haiku, poesie di ispirazione giapponese)

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33 pensieri riguardo “Memorie di una geisha

  1. Penso di aver letto prima il libro e poi (dopo un bel pò a dire il vero…) ho visto il film.
    Ammetto di preferire in generale i libri, perchè costruisco a mio piacimento le immagini che mi trasmettono le parole, ma non posso dire di essere rimasta delusa in questo caso 🙂

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  2. Storicamente ,per quel che ricordo , la geisha in principio erano uomini che intrattenevano gli aristocratici alla corte giapponese ,in seguito furono soppiantati dalla figura femminile molto più graziosa dei maschi .Erano artiste e danzatrici anche dotate di una discreta cultura capaci di soddisfare anche altri desideri degli aristocratici.Ho visto il film ma non ricordo molto della storia.

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  3. Questa mi ha a dir poco toccato, conosco anche io quel libro e quel film, Memorie di una Geisha, alla fine la speranza viene accolta e ripagata, neanche la guerra è riuscita a fermarla. Bisogna sperare fino in fondo, anche quando non c’è più niente da sperare.

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