Donne, donnette e dintorni

Marilyn Monroe diceva “Divento intelligente quando mi serve. Ma al più degli uomini non piace”

Il termine “Gatta morta” è un cliché, uno stereotipo, una cosa già vista e rivista. Di lei sono state scritte pagine e pagine di libri, articoli, dibattimenti. Parlarne sarebbe un ripetere cose già dette, rischiando di cadere nel banale. Ne facciamo solo un piccolo riassuntino per poi passare alla sua evoluzione. Sì perché la gatta morta si è quasi estinta, al suo posto sta prendendo sempre più piede la gatta viva, meno oca ma un po’ più furba e, sicuramente, non buona. Cercheremo di dare a questa nuova tipologia il nome che si merita: donnetta. Perché noi le gatte le amiamo. (Ma solo come animale domestico).

Detta anche “oca intelligente ” la gatta è quell’esemplare di donna che finge pudicizia ma, mentre voi lo ascoltate per ore, lei c’è già andata a letto. Non sa nulla di politica o di economia e fa la vaga su ogni altro tipo di argomento. Lei vive in adorazione della sua preda che tempesta di messaggi finché non riesce a raggiungere il suo obbiettivo.

Quando esce con l’amica dice frasi senza senso pensando di attirare l’attenzione, ma sfocia nello sdegno. Non riesce a fare un discorso serio, neanche quando ci prova e credetemi ci prova sempre. Il  mutismo che crea quando parla non la fa demordere dal suo intento di fornire perle di saggezza. E, se vede che non jela fa, allora ritorna a fare quello che sa veramente fare, cospargersi il collo con della Nutella e farselo leccare… in pubblico naturalmente perché tutto deve essere documentato. Poi su Facebook è tutta casa figlia lavoro e fidanzato. Quello vero, non quello a cui piace la Nutella.

Ma c’è stato, nel corso del tempo, un aggiornamento..ed eccole. Si incontrano ovunque, sul posto di lavoro, a scuola, al supermercato: sono loro, le DONNETTE, la categoria femminile più dannosa e temibile. Bionde, brune, alte, basse, magre o buzziche, sono tutte accomunate dalla stessa filosofia di vita e dallo stesso approccio verso il prossimo e i fatti del mondo.

Chiariamo subito una cosa: la donnetta non è del tutto oca e stupida; non ha una mente brillante (anzi, è francamente piuttosto ottusa), ma possiede quel minimo di intelligenza e, soprattutto, di furbizia, per cercare di volgere ciò che la circonda a proprio vantaggio. Forse consapevole di non poter far presa con le proprie doti mentali, cerca altri espedienti per far sapere al mondo che lei esiste.

Il livello culturale in genere è medio-basso. Non importa che sia laureata, la mente ottusa le impedisce di avere un atteggiamento realmente curioso nei confronti del mondo e di imparare davvero. Vive nel suo piccolo universo, ascoltando musica di livello discutibile, leggendo (quando legge….) libri o riviste di scarso valore e ignorando felicemente l’esistenza dell’abisso che la separa dall’essere una donna colta. La conoscenza delle cose e delle persone è sempre un po’ superficiale, quel tanto che basta alle sue necessità pratiche, ne’ si pone il problema che possa essere approfondita.

Usa molto i social, non tanto per mantenere i contatti, quanto per far sapere al mondo le cose “interessanti” della sua vita. La donnetta, pertanto, condivide molto; incapace, però, di elaborare qualcosa di proprio pugno, prende costantemente in prestito frasi, aforismi, citazioni pseudo-intellettuali e ogni altro genere di cazzata che trova in rete. Attenzione, la condivisione non è frutto di un impulso un po’ sciocco e molto adolescenziale, la donnetta vuole che gli altri sappiano, vuole mandare messaggi “subliminali” (che di subliminale hanno solo il sub……).

Ad esempio, se ha una storia sentimentale, la sua bacheca sarà piena di riferimenti al partner. Non importa se il partner sia indifferente a questo genere di manifestazioni (o magari non gradisca proprio e non ci sia più su facebook da tempo ) o se la storia sia in realtà più costruita che reale; l’importante è che il messaggio arrivi dove deve arrivare. Con l’ostinazione che solo una mente ottusa possiede, lei pubblicherà quotidianamente i buongiorno, le buonanotte, le frasi alla Paulo Coelho, infarcite di cuori, baci e svariati altri emoticon, al solo scopo di far sapere a tutti (soprattutto alle possibili rivali) che lui è suo.

Allo stesso modo, se la relazione tramonta, lei userà i social per esprimere al partner tutta la sua rabbia e la sua delusione (la donnetta non ha mai colpe…..) e per far intendere a lui (che magari nemmeno la legge ed è già lontano anni luce) che rischia di perderla per sempre.

In amore non si discosta dai suoi comportamenti abituali. La donnetta di per se’ è  poco impegnativa; la sua stessa essenza la porta a non avere molte pretese e ad accontentarsi. Non è certo una donna con le palle con cui  ci si deve saper confrontare.

D’altro canto, poiché  generalmente è incapace, proprio per queste sue caratteristiche, di legare un uomo con l’amore, l’intrigo, il fascino e la passione, cerca di tenerlo attaccato a se’ con altri espedienti. Quando può usa i figli e i sensi di responsabilità e di colpa a loro collegati. Quando non ha la prole su cui far leva, cerca di creare una sorta di vuoto intorno al partner. In buona sostanza, magari sfruttando le fasi problematiche e di minor resistenza psicologica del partner, fa di tutto per allontanarlo dai suoi affetti, siano essi rappresentati da familiari, amici, ex mogli/fidanzate, figli da precedenti rapporti.

Se il malcapitato non si rende conto in tempo del meccanismo stritolante di cui è fatto oggetto, si ritrova ad avere la donnetta come unica alternativa alla triste solitudine. Ed ecco che il gioco è fatto: quell’uomo è suo; poco importa se resta solo per forza e abitudine, si può sempre rimediare mettendo qualche cuoricino in più sul prossimo post.

Quindi se cercate la donna poco impegnativa, il panorama è ricco. Già, perché nonostante i 2000 anni di evoluzione, molti uomini preferiscono ancora la donna non impegnativa, che si accontenta, a quella con le palle, che pretende e tiene testa.

E, se gli uomini veri scarseggiano, sembra che anche le donne vere latitino. Ma state attenti, non tutte le donne poco impegnative sono così innocue come vi fanno credere. Alcune riescono a fare più danni di uno tsunami.

A meno che non siano Marilyn, l’oca intelligente. Forse.

Cuore feat Giulia

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67 pensieri riguardo “Donne, donnette e dintorni

  1. Ho riconosciuto perfettamente il tipo… e se posso mi tengo alla larga da amicizie simili, se le frequento, lo faccio solo se necessario, o perchè obbligata, ma compatisco quei poveri uomini che ci cascano. Essere chiare, aperte, sincere, con la testa sulle spalle, sapendo cosa vuoi e dove sono i tuoi limiti, condividendo con il partner sia pregi che difetti, a volte semplici ma non banali, non è da tutti. Ci vuole quel certo non sò che…

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      1. “Se le conosci le eviti” …parafrasando una campagna pubblicitaria contro la diffusione di un noto virus.
        Però se sei uomo, e ti vuoi solo divertire, una volta identificata in quanto tale te la puoi rigirare (in senso lato quanto fisico 😜) come vuoi. Ed una volta finito il divertimento lasciar perdere. Certo come uomo non devi essere al suo livello, altrimenti ci rimani incastrato.

        Comunque la donnetta trovo sia un’involuzione e non evoluzione della gatta morta. La cara vecchia (e a volte piacevole) gatta morta 😝

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        1. Ti stavo aspettando caro Fedi 😉
          Non ho dubbi sul fatto che un uomo del tuo calibro riesca ad evitarle 😜
          E concordo sull’involuzione; trovo che le donnette siano la peggior specie mai esistita……

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  2. Come ho scritto sopra a Giulia, questo genere di donna mi pare più una forma di involuzione della gatta morta, più che una evoluzione.
    Non conosco e non frequento il genere (forse anche perché evito i social, oltre che per noia nei loro confronti), però un paio di gatte morte le ho conosciute diversi anni or sono …ed avevano il “loro bel perché” 😜

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  3. Qualche giorno addietro avevi scritto un bellissimo pezzo sulla facilità, soprattutto sulla necessità di facilitare (le cose, la vita, i rapporti tra umani). Qui ritrovo una contraddizione in termini, o semplicemente magari io non ho letto e capito bene.
    Pensavo che le persone superficiali, maschi, femmine o cantanti che siano, ti scivolassero addosso e non te ne curassi più di tanto. Invece vedo che ti fanno parecchio incazzare. Ne vale la pena ?
    Riguardo le palle… Beh, non mi piace la definizione di “donne con le palle”… Codesti ammennicoli di cui sono detentore a volte sono un vanto, a volte un peso, a volte la semplice decorazione di un albero di natale antropomorfo. Le donne hanno così tante altre prerogative, materiali e immateriali, da poterne fare a meno.

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    1. Nulla può scivolarmi addosso Dimaco, magari fosse così. Sarebbe tutto più facile. Ma, a volte, le cose si complicano e “gli attributi” tocca tirarli fuori..in qualsiasi campo io mi venga a trovare. Questo a certi uomini non piace, preferiscono una donna più dimessa, falsamente dimessa. Non mi fanno arrabbiare Dimaco, anzi! Mi fanno ridere, a volte sorridere, spesso, invece, provo un sentimento pari alla compassione. Hai ragione, le donne, quelle vere, hanno un’infinità di doti che, a guardare bene, a volte neanche riescono a riconoscerle. Resto una ragazza facile, combattiva. Ma non sarò mai una donnetta.

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    2. Se posso permettermi, mentre per le gatte morte, le donne oche, non nutro sentimenti negativi (anzi, talvolta mi fanno perfino tenerezza…..), le donnette mi fanno un po’ incazzare. Sono la categoria degenere dell’universo femminile. C’è una sorta di stupida ma premeditata cattiveria in quello che fanno.

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  4. Eh già mia mamma ficeva sempre guardati dalle persone che hanno la testa bassa e sembra che siano tranquille… xche in quel modo loro hanno già ottenuto 80% di quello a cui puntano. E io resto sognatrice e solo delle volte metto il dubbio… ecco magari oggi sono più sul chi va la con queste persone… dopo ovviamente ripetute scottature … buona giornata Giulia

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  5. Divertentissimo Cuoricina…e molto realistico. La gatta morta, donnetta, oca (giuliva o non) è molto in voga ma facilmente riconoscibile. Se poi il genere imperversa, vorrà dire che di fronte a tali donnette ci sono altrettanti “ominicchi” (per usare un termine di Sciascia) per una sorta di bilanciamento di domanda e offerta… e quando si incontrano e si uniscono era inevitabile destino di affinità… 😉 Buona giornata!

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  6. ah le donnette, quelle che si vantano davanti a me di aver fatto strada all’università e nel mondo del lavoro mostrando il seno (per usare un termine fine, elegante, delicato) e spacchi da urlo o gonne più corte del corto stesso… le moine e bla bla
    sinceramente resto la guerriera sui monti, eremita e solitaria, selvatica e ribelle e mi sudo col mio sudore e sangue ogni poco di sapere che si riesce a conquistare… sapere, alla fine cosa sappiamo? l’imperscrutabile universo è un abbraccio olistico di vari saperi … e io indago 😉
    grazie per gli spunti

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  7. urpo… olistico…. da balda giovincella lo iniziai a usare come pioniera, non era neppure in voga in italia ed europa, ma oggi olistico è perfino un termine abusato e usato per far colpo sulle persone 🙂 ad ogni modo, in maniera proprio sintetica, è un termine di derivazione greca, olos=tutto, itero
    io lo feci mio per indicare che nell’affrontare ogni realtà immanente e metafisica o trascendentale era interessante e quasi necessario un approccio olistico ovvero che abbracciasse tutte le dimensioni relative alla situazione, per esempio se tratto la salute di una persona, non posso pensare la persona solo dal punto di vista anatomico, o solo dal punto di vista psichico, o solo dal punto di vista corpo e così via, spezzettandola in discipline differenti con ognuna un suo ambito specifico ma isolato, bensì devo compiere una summa, una sintesi, unire i diversi saperi e scienze e approcciarmi alla persona in tutte i suoi relativi (corpo anime mente cuore come emozioni non come organo anatomico e basta, se poi ci metti lo spirito, bingo 🙂 sebbene diventati sinonimi in realtà anima e spirito sono due dimensioni specifiche peculiari a sè stanti) e così, ed è come io mi prendo cura delle persone, devo indagare, capire, svelare, scoprire la psiche della persona, la localizzazione fisica del problema, ecc. e dall’altro lato proporre una soluzione olistica: cromoterapia, cibo terapia, anima terapia, arte terapia, musico terapia, psico-terapia e via dicendo
    olistico è quel paradigma filosofico che ritiene che un sistema non è riducibile alla somma delle sue parti
    infatti tu non sei: 1. anima 2. corpo + 3. mente … ecc. tutto questo insieme sei tu ma non a singoli pezzi
    non so se è comprensibile la spiegazione :)) resto ovviamente a disposizione per altri ulteriori chiarimenti

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  8. 🙂 certo, non era un polpettone per te 😉 ma tanto le donnette… non leggono e se leggono leggono gossip di basso valore, tra un caffè e un unghia rifatta… chissà se sanno che se bevono caffè in capsula, da machinetta, contiene più furano che non avendo modo di disperdersi volatilmente resta nel caffè :))
    scusa se ci sono stati fraintendimenti, non era intenzione

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