Quando il follower è uno scrittore

Le persone che mi seguono, a cui va il mio infinito grazie per il coraggio, non sono, per me, “solo” followers, numeri,  ma, appunto, degli esseri umani in carne ossa. Con alcuni di loro ho la fortuna di poterli sentire anche in privato, per fare si che le conversazioni che iniziano durante un post possano continuare, così come la conoscenza, dando un senso più completo al blog. Tra i miei followers ci sono anche degli scrittori. Ho già letto un libro di Laura e presto mi accingerò a leggerne un secondo.  Quanto ne sento la necessità, leggo una delle poesie scritte  da MariaPia che stata così carina e dolce da inviarmi. Nel frattempo, in questi giorni, ho letto il libro di Giancarlo, ed ecco, a seguire,  la mia imparziale e serissima recensione.

Descrizione:  La favola è la lingua di ciò che chiamano inconscio. La parola inconscio non solo è brutta ma fuorviante. Nella favola il racconto, la struttura, il linguaggio finiscono per assorbire il sottosuolo della coscienza dandogli il corpo di un orco o una strega. Il desiderio prende una forma e l’angoscia viene così circoscritta; da quelle immagini elementari scaturiscono i racconti infantili; il desiderio è sempre presente, per quanto edulcorato dalla coscienza e fa sentire il suo peso. Gli adulti sono distanti da se stessi e da quello che conta, ma lo sanno bene che Biancaneve gliela dava ai sette nani.

Cosa ne penso: E’ un libro che parla di favole e fiabe? Si, ma a modo suo, ironico, salace e altisonante. Ci sono riferimenti sessuali? Si, ma senza volgarità o morbosità. Ti ha fatta sorridere? Davvero tanto, ma, ancora di più, riflettere.

Il libro è suddiviso in piccoli capitoli, cosa che ne rende più facile la lettura. E così incontriamo, per citarne alcuni:

  • Il lupo cattivo
  • La principessa sul pisello
  • Nonna, ma che bocca grande hai
  • Mastro Geppetto
  • Le favole della psicoanalisi
  • La fatina ninfomane
  • Il rospo e la fanciulla
  • Peristalsi a palazzo

Giancarlo utilizza i comportamenti dei personaggi, i luoghi,  le sceneggiature,  per spiegare, con termini molto ricercati (soprattutto da me su google)  quanta  realtà ci sia nelle favole. In suo aiuto, se mai ce ne fosse stato bisogno, accorrono, tra i tanti, Freud, Todorov, Barthes, Fromm, Jung .

C’è, infine, una parte, molto divertente, dedicata ai monologhi (e massime) di Biancaneve, di Cenerentola, del Gatto e la Volpe e i pensieri del Principe ottuso azzurro . Eccovene alcuni:

  • L’amore è come Equitalia, arriva e ti porta via. Ogni cosa.
  • Ricordati che noi siamo fate, non fatte
  • Mi vedi come un buco e invece sono un abisso
  • Per un uomo sesso sicuro vuol dire la certezza che gliela dai
  • Perché mi hai sposata? Avevi delle belle tette. Ma io volevo la favola. Ok, c’erano una volta due belle tette.

Al di là della parte ironica, c’è quella, più importante, della riflessione. Perché, come dice l’autore stesso, con le parole ci raccontano favole e noi abbiamo bisogno di favole e parole perché il silenzio spaventa e svuota.

Ovviamente ve lo straconsiglio.

L’ho comprato su Amazon al prezzo di 1,99 euro.

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54 pensieri riguardo “Quando il follower è uno scrittore

  1. Sono una tua follower che apprezza sempre moltissimo i tuoi post, e non perchè di tsnto in tanto mi citi, o perché hai già letto uno dei miei libri 😉 ma perchè apprezzo davvero molto il tuo modo di analizzare, dissacrare se necessario, descrivere e farmi sorridere. Da comel’hai messa questo libro sulle favole mi ha stuzzicato. Appena posso vedo di scaricarlo. Felice notte cara. 😘😘
    P.s. se vuoi allargaree la nostra conoscenza contattami pure… sarò felice di far due chiacchiere con te 😉

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  2. Interessante. Molto probabilmente lo prendo. Cmq, anche io sto scrivendo un libro. Ogni tanto ne cito qualche passaggio sul mio blog. Lo puoi notare nei tag “La grande vendetta”.

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  3. beh solo dal titolo vale gli euro spesi 🙂 ! E che mi dici dei cartoni animati (come si chiamavano una volta)? Uno sopra tutti : Pollon! Chi si ricorda la canzone….! Grandiosa, ahahah.
    Ciao e complimenti per il blog

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  4. Devo scusarmi per il ritardo con cui intervengo, come ho spiegato a Cuore ho avuto qualche problema che mi ha tenuto lontano dal blog. Non uso internet sul cellulare; a quanto pare l’anatomia delle mie dita non mi permette di scrivere col touch, mi limito ad usare un vecchio Nokia, di quelli che manco nonna si sognerebbe di prendere in mano. Questo per le scuse. La recensione che ho letto va anche al di là delle mie aspettative, Cuore ha non solo una rara qualità sintetica, scrive bene e quello che scrive non è mai scontato. Un grazie doppio quindi. Del mio libro non so che dire, gli autori che parlano di se stessi quando va bene sono tautologici, nel peggiore dei casi attaccano pipponi autocelebrativi che neanche Kant si sognerebbe di permettersi. Appunto comunque una cosa sul titolo: non è irriverente, è solo la traslitterazione del perverso polimorfismo freudiano; non tutti l’hanno capito, ma ci sta, pazienza. Lo dico perché qualcuno non ha digerito quel “BIANCANEVE GLIELA DAVA”, il mio libro ovviamente senza averlo letto. Ma il torpore intellettuale porta al facile giudizio: si ferma al titolo, la lettura è troppo faticosa. L’impossibile ma verosimile (ed è verosimile proprio in quanto è più vicino alla favola) che tanto piace ai moralisti della lettura, si sostituisce alla verità. Vogliono le favole e c’è sempre uno pronto a raccontarle. I bambini (quelli con cui si riempiono la bocca di belle parole) li fanno stuprare in mille modi, soprattutto da una lingua che li svuota in profondità; e questo invece è legittimo e si può fare. Destrutturare (che brutta parola) le favole vuol dire restituire alle cose una dignità, spogliandole dalle parole e dai luoghi comuni. Scrivere della vita è un esercizio immorale, lo so, ma vuol dire anche prendersi cura della verità nella maniera giusta, senza sovrastrutture culturali e veli di ipocrisia. Ma si sa, quando il dito indica la luna, lo stolto guarda la mutandina di Biancaneve. Chiudo qua il commento, felice di portare a casa la recensione di Cuore e per me è una cosa preziosa. E sì, la percentuale forse questa volta è dovuta. Un abbraccio.

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  5. mi hai convinto Giancarlo, intanto mi sono iscritto al tuo blog e appena possibile comprerò il libro che penso mi farà un gran bene! Continua così, penso che l’ironia sia una fonte irrinunciabile in questa vita a tratti così austera e fredda. Ciao e piacere di conoscerti

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    1. Il piacere è mio, comunque i libri da comprare sono altri. Diciamo che scrivo perché mi piace, perché lo so fare e perché mi piace rompere le balle. Alla fine mi diverte, solo questo. Buona serata, Sarino e mi scuso in anticipo se mancherò a qualche commento, ma non sempre sono in rete. E’ la mia piccola libertà. Ciao, buonissima serata

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