Il complotto

Erano tutti disposti in cerchio, nell’ enorme giardino di una vecchia casa abbandonata, una di quelle ricche di storie e misteri che agli adulti fanno paura, ma non a dei ragazzini che altro non vedevano se non un sacco di luoghi adatti per nascondersi. Nell’ attesa che Simona finisse di fare la conta, Anna si guardava le scarpe nuove di zecca, tanto agognate e sognate, quelle scarpe erano comode e le avrebbero permesso di correre più veloce, magari questa volta sarebbe riuscita anche a trovarli tutti e a vincere. La conta si fermò, il dito era puntato proprio verso di lei, il gioco poteva iniziare. Anna si appoggiò con un braccio all’ albero della tana, e, ad occhi chiusi, incominciò a contare da 10 a 0, in modo che gli altri avessero il tempo per nascondersi. Quando si girò tutti erano già spariti, ma lei sapeva benissimo che la stavano osservando, pronti a scattare per mettersi in salvo. Qualcuno doveva riuscire a prenderlo. A nascondino giocava da sempre, le scarpe erano quelle giuste e lei si sentiva coraggiosa. Iniziò a guardare in ogni angolo, dietro ad ogni cespuglio,  tenendo sempre sott’occhio  l’albero della tana. Cercò per ore, ma di nessuno c’era più traccia. L’avevano presa in giro, nella convinzione becera di poterla sminuire. Chissà il giorno dopo a scuola quanto l’avrebbero derisa. Ma lei tornò a casa contenta, con le sue belle scarpe nuove e la consapevolezza che essere fuori dal gregge fosse la sua miglior vittoria.

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