5 ottobre 2016

La serata si preannunciava fresca, ma di una di quelle con temperature piacevoli che solo l’arrivo dell’autunno può regalare.
Le amiche sarebbero passate a prendermi dopo un paio d’ore, avevo tutto il tempo a disposizione  per potermi prendere cura di me. Mi concessi un bagno rilassante con oli essenziali, musica indiana  nelle cuffie, un paio di candele profumate e pensieri spenti ..l’apoteosi della pace.
Quella sarebbe stata una serata speciale, festeggiavamo il mio compleanno e il locale scelto era il mio preferito..la pedana per entrare, tavoli alla mia portata, affollato ma non da togliermi il fiato.


Dopo il bagno mi spostai sul letto per prepararmi, gli occhi si sarebbero più volte posati su di me e io, per poter nascondere la mia timidezza, avevo bisogno di osare. Se volevano guardare avrebbero visto qualcosa di bello al di là della sedia a rotelle .
Misi le calze autoreggenti, un capriccio acquistato qualche giorno prima e, al posto dei soliti pantaloni, un vestito nero di seta di quelli che ti scivolano addosso e sono facili sia da mettere che da togliere. Decisi di non indossare il reggiseno, la gravità giocava ancora dalla mia parte e avevo voglia di sentirmi sexy e seducente. Ai piedi calzai le Louboutin di vernice nera, anche questo il frutto di un recente acquisto impulsivo.
Un trucco leggero ed ero pronta nel momento in cui il campanello suonò .


Il locale, come previsto, non era affollato, pochi si sarebbero accorti della mia sedia se mi fossi messa nell’angolo come sempre. Ci furono gli auguri, i baci, i brindisi, la serata scorreva piacevole finché non mi accorsi di un paio di occhi neri come la pece che mi fissavano. Finsi indifferenza, mi girai dall’altra parte, ma qualcosa dentro di me mi impose di rigirarmi e loro erano ancora lì, intensi e lascivi, concentrati su di me.Mi guardava come se non bevesse da giorni e io fossi una cascata d’acqua. Un secondo, due.. non so quanto tempo passò ma io ero paralizzata più di quanto non lo fossi mai stata in vita mia. Non puoi combattere contro due occhi che ti penetrano nell’anima.


Arrossì…, prima il collo e poi le guance, quando lo vidi alzarsi dalla sedia per venire verso di me. Dalla camicia, appena sbottonata, notai una sensuale porzione di pelle abbronzata così invitante al tatto che dovetti  passarmi la lingua sulla bocca improvvisamente secca. Quando fu vicino mi fece gli auguri dandomi due baci sulle guance.Un senso di calore mi invase e non mi abbandonò neanche quando lui tornò dagli amici. La serata era ormai giunta al termine, salutammo tutti e ci avviammo verso l’uscita. Chiusa la porta del locale me lo trovai improvvisamente davanti che, con voce suadente e senza ombra di snobbismo, mi chiese se avessi bisogno di aiuto per salire in macchina. Annui  non riuscendo a parlare. Ci avvicinammo alla macchina, accostò la carrozzina al sedile dell’auto e mi prese in braccio con cautela e leggerezza, tanto da farmi sentire senza peso. Prima di mettermi la cintura fece una battuta scherzosa e poi si impossessò della mia bocca, all’inizio dolcemente e poi con sempre più foga. Un bacio da togliermi il respiro anche se vicino a lui mi sentivo più viva che mai.
La risata si trasformò in gemito e il gemito in un pianto di gioia che mi accompagnò fino a casa.

Un grazie particolare a Alidivelluto per il bellissimo disegno che mi ha regalato..

e

TANTI AUGURI A ME!!

 

 

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