Formae mentis a confronto

Due menti a confronto, due mondi apparentemente agli antipodi, un’intervista per conoscerli veramente.

1. Quale è il tuo nome (vero, finto non importa) e come ti definisci

G.:Giulia, alias Cicci.
Donna, con le palle, a sentire chi mi conosce; l’età è un particolare ininfluente, ma siccome non me ne vergogno dichiaro i miei 50.
Zoccola DOC (per il riconoscimento DOCG ci stiamo lavorando).
Intelligente, forse non dovrei dirlo io ma è inutile far finta di non ritenermi tale.
Piuttosto adattabile, riesco a muovermi abbastanza agilmente tra ambienti e persone diverse senza avere l’aria del pesce fuor d’acqua.
Terribilmente rompicoglioni quando mi impegno e con una certa tendenza a liberare il vaffanculo che c’è in me.

M.: M. come il capo di Bond (quando il capo è un uomo). Mi definisco consapevole (di me stesso, limiti e qualità inclusi) e soddisfatto dell’uomo che sono diventato.

2. Quale è il tuo habitat naturale

G.:Sarebbe il divano….. 😁
Ma visto che siamo donne evolute e indipendenti, tocca muoversi tra casa, scuola, attività filiali pomeridiane e, soprattutto, lavoro, quindi ospedale.
Passo buona parte della mia giornata barcamenandomi tra utenti/pazienti/ipocondriaci/sindromici da carenze affettive.

M.:Mi adatto e ambiento ovunque. Mi muovo a mio agio in città ma sto bene anche su una scogliera battuta dal vento; e posso passare agevolmente dal cocktail in smoking alla sagra dove si mangia con le mani (magari passo dallo smoking ai jeans, in questo caso).

3. Cosa non ti piace di te

G.:Fisicamente vorrei riavere il corpo dei 30 anni……
Caratterialmente mi trovo un sacco di difetti.
Credo che il peggiore sia di non riuscire ad essere accondiscendente e a tacere.
Se qualcosa (o qualcuno) mi infastidisce, anche se spesso ob torto collo accettarlo, non riesco a non dare voce alla mia disapprovazione, il più delle volte anche in modo piuttosto diretto e poco moderato (appunto liberando il vaffanculo).

M.:Se dicessi nulla, parrei presuntuoso? Di me sono soddisfatto, della mia vita un po’ meno.

4. Quale dei 7 vizi capitali ti rappresenta meglio

G.:Elimino subito superbia, avarizia, invidia e accidia (ho molti difetti ma non questi).
L’ira a tratti mi coglie, ma non patologicamente.
Restano la gola e la lussuria, che considero peraltro molto simili, tipici di coloro che cercano di godersi la vita. Trovo che siano entrambi vizi stupendi.
Dovendo scegliere, da zoccola, ovviamente la butto sulla lussuria.

M.:Nessuno, perché non porto nulla all’eccesso. Mi posso però definire epicureo (in senso lato) e moderatamente vizioso (in ambito sessuale).

5. Di quale dei preliminari non potresti fare a meno

G.:Premetto che ci sono occasioni in cui il livello di desiderio è tale che i preliminari diventano perfino superflui.
La cosa però irrinunciabile (prima, durante e dopo) è sentire mani, dita, pelle che scorrono, cercano e frugano ovunque. È ciò che più di tutto da’ il senso del desiderio.

M.:Preliminari di coppa? Scherzo, non sono un amante del calcio. Non esiste nulla di predefinito o prestabilito, altrimenti diverrebbe una questione meccanica; dipende dal momento e dalla “pelle” della donna (del momento).

6. Come ti prendi cura del tuo corpo e della tua testa

G.:Contrariamente a quanto si possa pensare, la zoccola (cioè io) non cerca di essere sempre strafiga.
Il capello sempre in ordine, il trucco sempre perfetto, l’abbigliamento impeccabile e il tacco sempre 12 li lascia alle donne che pensano di non poterne fare a meno per piacersi e per piacere.
La zoccola sa che c’è un intrigo mentale che va ben oltre l’ombretto, il mascara e lo sguardo da cerbiatta. Sa che una donna può affascinare anche in jeans, ballerine e trucco leggerissimo (o addirittura senza…..).
Si prende pertanto cura del proprio corpo in modo non maniacale e per piacere a se’ stessa prima che agli altri.
La testa in genere fa da se’. La mente, se è curiosa, guarda, osserva, ascolta, legge, si fa domande e cerca risposte da sola, senza bisogno di essere stimolata.

M.:Ho praticato metà degli sport esistenti, ora non posso correre e mi limito ad un po’ di pesi ed esercizi di stretching ….tipo allungare la mano per prendere la birra e sollevarla sino alla bocca. Ogni tanto mi concedo un giro in una spa. Per la testa leggo, ascolto musica, vado a teatro e allo Zelig, cinema spesso, fumo cubani e bevo rum ….donne di tanto in tanto.

7. Consiglieresti l’altro/altra ad un/una tuo/tua amico/amica

G.:Dunque….. due premesse….

a: in genere sono piuttosto esclusivista, quindi non mi capita di consigliarmi e           scambiarmi uomini con le amiche (meno che mai con le sorelle zoccole, questo è un patto non scritto)
b: per consigliare sarebbe necessario un livello di conoscenza che nel caso specifico manca.
Detto ciò, credo che la classe, lo stile impeccabile e il livello mentale e di bastardaggine piacerebbero a diverse donne che conosco.

M.:Ma stai scherzando? Al limite giochiamo insieme.

8. Cosa dice tua mamma di te

G.:Come tutte le mamme che si rispettano è ipercritica.
Fatte salve le capacità intellettive e lavorative, sono disordinata, talora poco precisa, mai puntuale, spesso distratta (ma questo è colpa della testa che va da sola….).
Ma le voglio un mondo di bene.

M.:Dopo quasi 30 anni ancora mi rinfaccia di avere lasciato un “lavoro sicuro”.

9. Quale è il limite della trasgressione

G.:In senso assoluto non esiste.
Tutto ciò che piace, eccita, intriga e fa stare bene è concesso. Ogni coppia, quindi, trova il proprio equilibrio e il proprio limite.
Personalmente lo spartiacque è rappresentato dal dolore fisico, che non voglio subire e non voglio infliggere.

M.: Qual’è la trasgressione semmai (termine tra l’altro spesso usato a sproposito). Tutto dipende dal punto di partenza, ho conosciuto una 40enne per cui era masturbarsi mentre facevamo sesso, cosa che io invece ho sempre ritenuto “normale”. Il sesso è gioco e sperimentazione, i cui limiti sono i desideri ed il piacere di entrambi.

10. Cosa non perdoni

G.:Non perdono l’inganno e il tradimento, in qualsiasi campo dell’esistenza (amore, lavoro, amicizie).
Io sono una persona schietta, mi piace essere chiara e onesta.
Non tollero chi non lo è con me.
Soprattutto non perdono chi mi ritiene così poco intelligente da potermi impunemente prendere per il culo.

M.:Che si approfitti della mia fiducia, e che si pensi che la mia tolleranza sia stupidità. Ne sanno qualcosa alcuni miei ex collaboratori.

11. Come ti vedi tra 10 anni

G.:Onestamente?
Non mi vedo……
Non ci penso, non mi immagino, non voglio nemmeno provarci.
Non so nemmeno se ci sarò tra 10 anni…… non so se ci sarò l’anno prossimo…….

M.:Già fatico a vedermi domani….

12. Cosa ti intriga

G.:Per me l’intrigo è uno solo, mentale.
Il mio vero punto G è nascosto nel cervello, piuttosto difficile da trovare.
Bisogna sapermi incuriosire e stupire (mi rendo conto che più passa il tempo e più è difficile riuscirci….).
Colui che sa intrigare la mia mente può intrigare qualsiasi altra parte di me.
L’uomo banale, fosse anche Brad Pitt, mi fa lo stesso effetto della tombola di Natale.

M.:Intrigo, altro termine abusato e mistificato quanto trasgressione. Non c’è uno standard, anche perché spesso sono abbastanza indifferente ed insofferente. Dipende, possono essere situazioni o persone. Però preferisco dire che qualcosa (o qualcuno) mi attrae, più che mi “intriga”.

13. Quale voto daresti alla tua vita attuale e perché

G.:Non sono capace di dare voti.
Nel complesso però la mia vita mi piace.
Mi ritengo una donna ragionevolmente soddisfatta.
Famiglia ancora intera e armonica, lavoro soddisfacente (mi piace quello che faccio e lo considero un bel traguardo). Riesco ancora ad aver voglia di sperimentare cose nuove e ad acchiappare quelle belle in cui ogni tanto mi capita di inciampare.
Insomma, nel complesso non mi lamento.

M.:La mia vita è una sinusoide, e passa da picchi molto alti sino a scendere sotto l’asse delle ascisse. Ora è in fase di lenta risalita, diciamo che è allo zero. I perché sono molti, e come diceva Raz Degan in una vecchia pubblicità “sono fatti miei”.

14. Come deve essere una serata per essere “speciale”

G.:C’è un solo ingrediente che può rendere la serata speciale ed è l’intesa.
Con le amiche o l’amico di una vita, con un lui, ma anche con qualcuno incontrato per caso.
Quelle serate in cui, con chiunque si sia, basta un cenno, uno sguardo, una parola per intendersi, capirsi, essere complici.

M.:Uff….. Ne ho fatte e viste tante che diventa difficile sorprendermi. Diciamo che trovo più facilmente lo speciale nelle piccole cose, nella normalità, dopo tutto quanto ho già vissuto (non a caso dico che ora sono alla mia sesta o settima vita, ho perso il conto).

15. Se potessi tornare indietro cosa non rifaresti

G.:Centinaia di cose o forse nessuna.
Tutti abbiamo nell’armadio qualche scheletro che, al solo pensiero, ci fa venire voglia di sparire per sempre in qualche angolo remoto della Mongolia o della Papua Nuova Guinea.
Ma, alla fine, tutti siamo quello che abbiamo fatto, vissuto, sentito, nel bene e nel male.
Ogni cosa, ogni particolare contribuisce a farci diventare quello che siamo ora.
E non sono poi tanto sicura che mi piacerebbe essere diversa…..

M.:Rifarei tutto, perché nel momento in cui compio una qualsiasi azione è perché mi va di farla e ci credo. Quindi probabilmente rifarei anche grosse cazzate come il mio secondo matrimonio.

 

L’intervista si conclude qua….Grazie infinite per la vostra disponibilità.

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