Non c’è pace tra i social

Mi sono iscritta a Facebook senza sapere il perché e ancora ci resto con lo stesso motivo. Era il lontano 2009 e di amici ne avevo veramente pochi, ora che ci penso erano quelli giusti e già bastavano. Ci si scriveva in pubblico e ogni giorno “Accadde oggi” me lo ricorda senza vergogna ( io mi dissocio da questa novità e anche dal fiorellino che dice grazie). Facevo test come se non ci fosse un domani e giochi che mi sognavo la notte. Poi fb si animó di tutti quei miscredenti che fino a quel momento lo avevano snobbato, persone che avevano capito tutto della vita degli altri e nulla della propria. Arrivarono richieste di amicizia che ancora oggi fingo di ignorare e ho accettato amicizie che pareva brutto rifiutare. Ci sono dei momenti che non dimenticherò mai, come quando vidi postata la foto di una tomba con fiori freschi e una scritta sul nastro viola “Rip zio Giuseppe ” , mica cose banali e strausate come scatti di gambe stese al sole o di piatti al ristorante messicano. Oppure della povera nonnina fotografata con il Fuoco di Sant’Antonio…giuro, non sto scherzando. Cosa non si fa per un “mi piace ” in più! O per creare pietismo, cercare conforto, infondere invidia. Tutti odiano il lunedì , commentano il tempo e sfornano dolci.E quando finalmente riesco a eliminare qualche contatto indesiderato, ecco che Facebook me lo mette tra le persone che potrei conoscere. 

Questo non è politicamente corretto!

Ma la frase più bella l’ho letta in questi giorni: una ragazzina di circa 12 anni ringraziava una sua amica per i bei momenti passati insieme, concludendo con <non hai mai fallito nel farmi sorridere>…facendo sorridere anche me.

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11 pensieri riguardo “Non c’è pace tra i social

  1. Ahahhahaha questo post mi ha fatto ridere! Io mi ero iscritta a Facebook più o meno 6-7 anni fa, ma l’anno scorso ho deciso di farmi un regalo: mi sono cancellata. All’inizio, non sapevo bene nemmeno il perché, poi ho capito: perché dovevo dimostrare a me stessa che la mia vita era piena, piena anche senza 300 amici su Facebook. I giorni passavano e mi rendevo conto che avevo meno occhi sul telefono e di più sulla vita, così mi sono resa conto che senza i social si vive lo stesso, anzi: si vive di più!
    Viva chi ancora si rifiuta di accettare il virtuale, e pensi invece a godersi ogni attimo (vero) che la vita ci dona.
    Bell’articolo, comunque 😉

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  2. Sono sinceramente orgoglioso di essere tanto snob da continuare a rifiutare FB.
    Anche perché i momenti preferisco viverli istantaneamente e godermeli, anziché perderli per fotografarli e postarli sui social per rivederli solo quando sono già passati.
    E mi ostino a leggere Corriere e Repubblica (anche se, lo confesso, in digitale) piuttosto che gli “aggiornamenti” di sconosciuti. Poi, per sentirmi un po’ meno snob, leggo e scrivo sul blog 😜

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