La tempesta dopo la quiete

Nella mia via sono arrivati dei nuovi vicini. Da un giorno all’altro, la casa disabitata ormai da almeno tre anni, si è riempita di vita. In tutti i sensi. Abbiamo visto arrivare quattro o cinque macchine e tantissime persone, uomini, donne, bambini di tutte le età. La pace era finita e, in realtà, ci siamo anche un pò preoccupati. Extracomunitari? No, macchine troppo “normali” . “Cugini di campagna”? No, vestiti troppo corti. Il dubbio rimase e il martello cominciò a farsi sentire. A tutte le ore. La sera fece la sua entrata il generatore di corrente. Volenterosi, su questo nessun dubbio.

Dovete sapere che io abito in un paesello di provincia, poco traffico, tutti in casa alle dieci di sera, tante chiacchiere ma nessuno che sapesse qualcosa di vero e concreto sui nuovi arrivati. E così ho preso il toro per le corna e mi sono fatta avanti, rompendo il ghiaccio con una ragazzina munita di stampelle che osservava gli altri lavorare. Dopo dieci minuti era nel mio giardino… a raccontare… raccontare… un paio d’ore di parole. Belle parole.

La ragazzina, venti anni, è la proprietaria insieme al suo fidanzati di venticinque, attorno a loro, ad aiutarli senza fatica, tanti parenti, amici e passanti. Ogni loro conoscente, come e quando può, dà una mano. Sono calabresi e già domenica mi porterà una torta.

Bella gente, belle storie. La via ha ripreso vita.

 

 

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